l'appello
Rapine, furti e auto in fiamme: Canicattì dice basta e chiede rinforzi urgenti contro la microcriminalità
Sindaco e Consiglio comunale scrivono a Meloni e Piantedosi: "Implementare gli organici della Forze dell'ordine"
Amministrazione e Consiglio comunale chiedono il potenziamento degli organici di polizia e carabinieri. Lo hanno fatto in maniera congiunta con una lettera inviata tra gli altri al presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, al ministro dell’Interno Piantedosi, al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. Una richiesta che nasce dopo i molteplici episodi di microcriminalità che si sono verificati negli ultimi mesi in città: rapine, furti, auto bruciate, intimidazioni.
Nella missiva viene chiesto che alla Compagnia carabinieri di Canicattì ed al locale Commissariato venga assegnato un congruo numero di personale in maniera stabile che possa garantire in questo modo un controllo del territorio uniforme per una città di oltre 40mila abitanti.
Nel documento a firma del sindaco Vincenzo Corbo e del presidente del Consiglio comunale Domenico Licata, si chiede ancora una revisione dei perimetri territoriali anche perché quello attuale non corrisponde più alla realtà di oggi. Un appello viene rivolto anche ai parlamentari nazionali e regionali affinché, nell’ambito delle rispettive competenze, si facciano promotori di iniziative legislative e amministrative idonee a garantire la effettiva applicazione delle pene previste dall’Ordinamento, assicurando che i provvedimenti giurisdizionali adottati trovino piena, tempestiva e integrale esecuzione quale imprescindibile presidio di legalità e tutela della collettività.
Amministrazione e Consiglio comunale ringraziano le forze dell’ordine che operano nel territorio per l’impegno quotidiano evidenziando la professionalità e la dedizione con la quale svolgono il proprio lavoro nonostante gli organici siano ridotti ormai ai minimi storici. Negli anni il Commissariato di Canicattì e la locale Compagnia dei carabinieri si sono praticamente quasi svuotati. Numerosi militari ed agenti hanno lasciato il servizio per andare in pensione. Personale che non è mai stato rimpiazzato in maniera adeguata da parte del ministero dell’Interno. I nuovi arrivi spesso non sono sufficienti neppure a garantire quella che può essere definita “ordinaria amministrazione”.