la vertenza
Autostrada Ragusa-Catania a rischio: operai Achates senza paga da 3 mesi
Famiglie in crisi, CMC tace: mobilitazione imminente nei cantieri siciliani. E i sindacati minacciano lo sciopero
Una crisi sociale dirompente incombe sui cantieri del Lotto 3 dell’Autostrada Ragusa-Catania. Le organizzazioni FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL hanno denunciato una situazione "gravissima e inaccettabile": da novembre 2025 oltre 70 lavoratori sono senza retribuzione, mentre i versamenti alla Cassa Edile risultano sospesi da ottobre.
Un’opera strategica dal valore di circa 1,5 miliardi di euro rischia la paralisi, travolta dalle difficoltà del Consorzio Achates S.c.a r.l. Lo stato di agitazione, proclamato da mesi, non ha prodotto sbocchi.
I tavoli sindacali si sono trasformati in un "braccio di ferro estenuante", con convocazioni senza esito e nessuna soluzione. L’uscita di Rizzani De Eccher S.p.A. ha lasciato Manelli Impresa S.p.A. come socio unico; Manelli ha avviato una Composizione Negoziata della Crisi e concesso in affitto l’intero ramo d’azienda a CMC Ravenna S.p.A., assicurando continuità operativa.
Nella realtà, sostengono i sindacati, i dipendenti sono stati lasciati senza tutele: stipendi arretrati, irregolarità contributive e assenza di garanzie occupazionali. "La gestione irresponsabile scarica tutto sulle spalle dei lavoratori", attaccano le sigle. Intorno a un’infrastruttura pubblica cruciale per connettere Ragusa e Catania, considerata un volano per l’economia siciliana e nazionale, si è creata una spirale di debiti e incertezze.
CMC Ravenna, oggi al centro delle commesse, non avrebbe voluto formalizzare impegni scritti su pagamenti, contributi e salvaguardia dei posti di lavoro. Il risultato è un’esasperazione crescente nei cantieri e famiglie senza reddito da tre mesi. Non è più un semplice dossier industriale, ma un "emergenza sociale e politica".
"Oltre 70 famiglie vivono senza entrate, mentre politici e istituzioni tacciono", denunciano FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL.
Ultima chance: lunedì 2 febbraio 2026, alle 15, è fissato un nuovo tavolo ritenuto decisivo, con la partecipazione di ANAS S.p.A., Prefettura, Ispettorato del Lavoro, Governo regionale e Commissario straordinario.
In assenza di "impegni formali e atti concreti", scatteranno scioperi e mobilitazioni. "Il tempo è scaduto. Basta rinvii sulla pelle dei lavoratori siciliani", concludono i sindacati, pronti a coinvolgere tutte le istituzioni per ripristinare responsabilità e tutele.