31 gennaio 2026 - Aggiornato alle 08:55
×

il documento

Crack, pistole e voglia di malavita: la radiografia dei giovani violenti di Palermo nella relazione del presidente di Corte d'appello

L'inaugurazione dell'anno giudiziario e i numeri su violenza minorile e disagio familiare

31 Gennaio 2026, 07:00

Crack, pistole e voglia di malavita: la radiografia dei giovani violenti di Palermo nella relazione del presidente di Corte d'appello

Seguici su

L'anno che si è concluso un mese fa è stato quello della strage di Monreale, dell'omicidio in pieno centro di Paolo Taormina, degli assalti delle baby gang e di un intero quartiere, lo Zen, sotto assedio, con sequestri e blitz a ritmo settimanale. Non è un caso quindi se proprio alla violenza e al disagio giovanile è dedicato un ampio pezzo della relazione con cui Matteo Frasca, presidente della corte d'appello palermitana, apre oggi l'anno giudiziario. Nel documento Frasca sottolinea l'importanza di sottrarre i ragazzi al reclutamento da parte della malavita, andando oltre le misure repressive e di recupero sociale.

Il presidente della corte d'appello descrive il fenomeno attraverso i dati: sono stati 1606 i ragazzi segnalati ai servizi sociali nel 2025, 1448 per la prima volta e 158 già conosciuti, con un incremento rispetto all’anno precedente. Una tendenza, quella a delinquere, diffusa soprattutto tra ragazzi italiani: tra i giovani sotto osservazione dell'autorità giudiziaria gli italiani sono la maggioranza, 1311, e si tratta soprattutto di maschi, 1202 ragazzi. Sono 295 i ragazzi di nazionalità straniera. Dati a cui Frasca accosta i casi «sempre più numerosi» di minori con disagio psichico connesso all’assunzione di droghe, «in particolare il crack», che richiedono interventi dei servizi sociosanitari.

Il magistrato fa anche qualche cenno al quadro sociale dal quale i minori palermitani provengono, vivendo in «zone di vulnerabilità sociale» ovvero in situazioni di marginalità, di disagio socioeconomico legato a condizioni di precarietà lavorativa e sofferenza per condizioni di disoccupazione, di difficoltà nell’inserirsi nel mercato del lavoro. Una situazione in cui manca il lavoro e il disagio rende le famiglie più fragili, soprattutto nella gestione dei figli adolescenti con problematiche di natura socioeducativa e relazionale, e con disagi connessi a problemi «di natura psichica o sanitaria all’interno del nucleo familiari».

A proposito del legame tra minori e famiglia la relazione del presidente della corte d'appello si sofferma anche sui protocolli "Minori e mafia" e "Liberi di scegliere", che attivano procedimenti per decadenza della potestà su genitori con crimini di mafia o di spaccio. I controlli sono estesi anche a nonni e zii entro quarto grado. Il protocollo prevede che i minori siano collocati in comunità lontane dalla famiglia se l'ambiente è "pernicioso", specie con fratelli maggiorenni già nel circuito penale o con entrambi i genitori detenuti. Frasca in questo senso denuncia la presenza di modelli educativi «in antagonismo con la società civile», che dunque spingerebbero i minorenni su strade di marginalità e crimine.

Proprio riguardo alla famiglia, dalla relazione di Frasca si apprende che il progetto di tribunale unico per persone, minori e famiglie, che prevede la soppressione del tribunale per i minorenni, slitta a ottobre 2026. La formula a costo zero infatti non reggerebbe il bilanciamento tra specializzazione e prossimità, aggravata da una povertà minorile al 14,2 per cento, dalla mancanza di coordinamento centrale e dai danni pandemici sulla salute psicologica dei giovani.