palermo
Cracolici: «Dallo Zen allo Sperone, la vera sfida è dare speranza alle periferie. I criminali pronti al salto di qualità»
Il presidente della commissione antimafia: «Riqualificazione urbana, progetti sociali e aggregazione per sottrarre i giovani alla cultura mafiosa»
Zen e Sperone, realtà periferiche etichettate come pericolose ed emarginate, sopraffatte da criminalità e degrado, sono al centro di nuove strategie aggregative per uscire dalla logica dell’emergenza. Un complesso lavoro di riqualificazione urbana e sociale, spesso promosso da associazioni, scuole e residenti locali, nei luoghi della città che più richiedono cura e partecipazione. Isolamento ed emarginazione, un’idea di città separata: cosa si può fare che non è stato fatto? Ne abbiamo parlato con il presidente della commissione antimafia Antonello Cracolici per sentire qual è la sua idea di città più unita e inclusiva, e come contrastare quegli stili di vita che vedono nella mafiosità un fatto attrattivo, soprattutto per i più giovani.
«Una criminalità pronta a fare un salto di qualità» - spiega Cracolici - «a proposito dello Zen e non solo, è come se ci fosse un grande concorso per essere assunti a diventare esponenti delle famiglie mafiose di questa città. Ragazzi che in qualche modo stanno provando a costruirsi un curriculum di sopraffazione, violenza e mafiosità culturale per poter ricevere una promozione. Un fenomeno che si evidenzia di più nelle aree dove c'è una bassa partecipazione sociale».
Zen, Sperone, Brancaccio, Borgo Nuovo e Bonagia sono aree in cui i proventi del traffico di stupefacenti gestito da Cosa Nostra pesano sul controllo sociale e costituiscono fonte di economia e produzione di ricchezza: «Non solo c’è la consapevolezza che sono commercianti di morte, ma è inevitabile - dice Cracolici - che se entri in questo circuito finisci per vivere non solo ai margini alla legalità, ma per essere prima o poi protagonista dell'illegalità. Basta vedere quello che sta succedendo con le quantità di armi che circolano e usate per delitti efferati. Ma c'è anche un altro grande rischio che queste armi oggi conservate prima o poi saranno usate e contro chi non lo sappiamo. C’è il rischio che si apra una nuova guerra di posizionamento tra le famiglie mafiose, per alzare il livello di sfida così come è avvenuto negli anni '80 nei confronti delle istituzioni».
Nonostante siano stati potenziati sistemi di controllo e sicurezza per contrastare la criminalità, fatti interventi mirati alla messa in sicurezza delle zone a rischio, anche coinvolgendo la comunità nelle strategie locali, tutto questo non è bastato per ridare speranza ai cittadini dello Zen e dello Sperone. Quali aspettative e risposte siamo in grado di offrire per garantire e restituire una qualità ai quartieri che meritano e aspettano da sempre? «Credo siano necessarie attività sociali - dice Cracolici - ho fatto una norma per le città di Palermo, Catania e Messina, le tre grandi aree urbane più a rischio in cui sono più evidenti i fenomeni della “mala movida”, che prevede risorse non solo per le infrastrutture ma anche progetti di promozione sociale non solo per i bambini. Attività musicali, sportive, cinema e teatro per incoraggiare la gente a non rassegnarsi alla cultura della violenza ma a reagire. È fondamentale creare quell'aggregazione sociale in grado di dimostrare che in questi rioni non ci sono solo i criminali, ma c’è ben altro che deve prevalere sopra ogni cosa. Una sfida competitiva sulla qualità, una delle ambizioni su cui costruire un’idea di città e di vita comune, in cui ci sia una Regione al servizio di strategie, in cui è necessario un ruolo più attivo dell’amministrazione pubblica».