Danni maltempo
Deroga urgente per il primo bacino di Riposto: sollievo per i pescherecci dopo il ciclone Harry
Primavera e Vasta accelerano l'iter per offrire riparo immediato ai pescherecci e avviare verifiche tecniche
Dopo i danni del Ciclone Harry, si lavora a una deroga straordinaria per consentire l'ormeggio permanente nel primo bacino storico (in questa fase emergenziale, dopo l'inagibilità del molo foraneo, è stato consentito ai pescherecci di trovare riparo nel sito portuale).
Il deputato regionale Santo Primavera ha avviato in questi giorni le interlocuzioni a Palermo per accelerare l'iter.
L'obiettivo è ottenere una deroga normativa che permetta l'utilizzo del primo bacino - allo stato non funzionale - per le operazioni di ormeggio, superando temporaneamente i vincoli che ne limitavano l'uso.
Questa mossa consentirebbe di fornire auspicabilmente una risposta rapida ai pescatori e agli operatori marittimi, garantendo loro uno specchio d'acqua protetto mentre si pianificano gli interventi strutturali sul molo foraneo di Riposto, per i quali si profilano tempi lunghi.
Il deputato regionale Primavera, da neo componente della commissione regionale Attività produttive e Pesca, ha già approfondito il tema negli uffici competenti della Regione Siciliana.
“L'obiettivo è snellire drasticamente le procedure – spiega Primavera – per rendere fruibile il primo bacino in tempi ragionevolmente brevi. La marineria rappresenta il cuore pulsante dell'economia ripostese e non possiamo permettere che i danni del ciclone ne paralizzino l'attività a tempo indeterminato.”
Frattanto, parallelamente, anche l’Amministrazione comunale si mobilita per il futuro della marineria. Il sindaco Davide Vasta ha formalmente richiesto la convocazione urgente di un tavolo tecnico con tutti i dipartimenti regionali competenti: Territorio e Ambiente, Infrastrutture e Pesca.
Tra gli obiettivi prefissati la possibilità di destinare il primo bacino turistico al ricovero temporaneo delle imbarcazioni da pesca.
“Ai pescatori e alle loro famiglie – afferma Vasta - dobbiamo dire la verità. La struttura, infatti, ad oggi mai collaudata, necessita di interventi all’impianto elettrico e idraulico, nel corso degli anni vandalizzati, e lungo la banchina. Si devono, inoltre, verificare che le bitte siano ancora resistenti”.