Comune
Invitalia, un’altra bufera: «Alla Zisa senza contratto e anni di canoni arretrati»
Il Patrimonio risponde a sindaco e opposizioni: «Sede occupata senza titolo», la Ragioneria: «Grave illiceità». Ancora aperto il caso della Tari “condonata” con accuse a un dirigente
L'inaugurazione dell'hub alla Zisa, con Invitalia come soggetto attuatore
Invitalia non solo deve un bel po' di quattrini di Tari che un dirigente del Comune avrebbe tentato di “togliere” - lo affermano i tecnici dei Tributi - ma non ha mai pagato un canone di locazione o concessione perché la sua presenza in immobili di proprietà comunale, semplicemente, non esiste. I pagamenti, per i quali ora il ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile invita il Patrimonio a procedere coattivamente, ammonterebbero ad almeno cinque anni di arretrati. Una verità, quella dell'inspiegabile presenza di Invitalia prima nell'ex Palazzo delle Ferrovie e poi ai Cantieri, che il capo area del Patrimonio Luigi Galatioto sillaba ufficialmente, dopo la denuncia di mancato riscontro dell'opposizione sul caso.
Carte roventi per un cold case che riserva sorprese e induce i consiglieri Amella, Argiroffi, Di Gangi, Forello, Giaconia, Giambrone, Mangano, Carmelo Miceli e Randazzo a integrare l'esposto all'Anac «per nuovi e incredibili profili di illiceità», dice Giulia Argiroffi di Oso, preparato nei confronti del segretario generale Raimondo Liotta. Liotta è accusato di aver dato riscontri «elusivi» dopo l'interrogazione sul caso della presunta interferenza del dirigente fiduciario Massimo Rizzuto. Giugno 2025: come scritto da La Sicilia, i tecnici Tari verbalizzano un suo intervento per “salvare” Invitalia dalla tassa. Il verbale è stato nei giorni scorsi integrato per smentire la risposta dello stesso Rizzuto e l'interpretazione dell'accaduto, a firma della dirigente Antonella Ferrara, dell'assessorato al Personale, retto da Dario Falzone.
Ma ecco le carte, a partire dalla nota del 27 gennaio con la quale il sindaco Roberto Lagalla «incarica l'Area Patrimonio di fornire informazioni riguardanti il contratto o l'atto che autorizza Invitalia spa a utilizzare i locali dei Cantieri culturali alla Zisa, provvedendo a calcolare l'importo dovuto». Quindi «demanda al direttore generale Eugenio Ceglia l'accertamento sulla condotta del dottor Massimo Rizzuto per verificare se vi sia stata un'indebita interferenza». La mancata attivazione del procedimento disciplinare era stata tra i baluardi difensivi dei due dirigenti Maria Mandalà e Fabrizio La Malfa nell'ambito della “guerra dei tributi” che ha visto la capo area e il dirigente Tari sanzionati in un procedimento successivo ai contrasti sulle progressioni verticali. Galatioto risponde: «Non esiste alcuna concessione o altro provvedimento, che autorizza Invitalia spa a utilizzare locali ai Cantieri. Si provvederà a chiedere all'Area della Cultura, cui è assegnata la gestione, quale immobile è utilizzato, in modo da poter quantificare l'eventuale canone dovuto». Bum. Il ragioniere generale «sottolinea con assoluta fermezza che l'utilizzo sine titulo di beni nel patrimonio dell'Ente non è tollerabile, configurando una grave ipotesi di illiceità amministrativa e un evidente nocumento per le finanze. L'omesso versamento di tributi locali (Tari) aggrava il profilo di irregolarità». E invita Galatioto «in raccordo con l'Area Cultura» ad agire perché «cessi la situazione di illiceità, procedendo, ove non regolarizzabile in tempi brevi, allo sgombero»; a procedere alla «quantificazione e ad attivare l'immediato recupero forzoso delle somme maturate». Infine, «ad assicurare l'introito delle somme dovute a titolo di tributi non corrisposti».