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ANNO GIUDIZIARIO

«Allarme droga tra i giovanissimi e stanno tornando i vecchi boss»

Nella sua relazione il presidente della Corte d’Appello Luigi Lombardo evidenzia l’aumento dell’uso di crack e spice tra i minori e la scarcerazione di diversi capimafia

31 Gennaio 2026, 21:15

«Allarme droga tra i giovanissimi e stanno tornando i vecchi boss»

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La massiccia diffusione della droga tra i giovanissimi, il rischio di un ritorno in libertà di esponenti di vertice della criminalità organizzata messinese e le forti critiche alla riforma costituzionale della Giustizia. Sono i punti centrali della relazione del presidente della Corte d’Appello di Messina, Luigi Lombardo, pronunciata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

«Non abbassare la guardia sui nuovi assetti mafiosi»

«È il momento di non abbassare la guardia», ha avvertito Lombardo, richiamando l’attenzione sui «nuovi equilibri mafiosi» e sulle «rinnovate modalità dell’agire criminale, sempre più sofisticate e difficili da penetrare». Un rischio concreto, secondo il presidente della Corte d’Appello, legato alla scarcerazione – già avvenuta o imminente – di alcuni esponenti di rilievo della criminalità mafiosa operante sul territorio, in particolare nell’area barcellonese.

Una fase delicata che vede impegnata anche la Direzione distrettuale antimafia, chiamata ad aggiornare strategie e moduli investigativi per fronteggiare un fenomeno in continua evoluzione.

Droghe sintetiche, diffusione «massiccia» anche sotto i 14 anni

Particolarmente preoccupante l’allarme droga. Lombardo ha parlato di una «diffusione massiccia, specie fra i giovani, anche di età inferiore ai 14 anni», delle droghe sintetiche come spice e crack. Un fenomeno che emerge dalle numerose indagini culminate nel sequestro di ingenti quantitativi di stupefacenti.

Le sostanze arriverebbero principalmente dall’Olanda, ma anche da «sodalizi più strutturati» attivi nelle province limitrofe, in particolare a Reggio Calabria e Catania.

Disagio giovanile e violenza: la segnalazione del Tribunale per i Minorenni

A completare il quadro, il disagio giovanile segnalato dal Tribunale per i Minorenni. Una condizione di «malessere e chiara sofferenza», sia in ambito familiare sia sociale, che in alcuni casi sfocia in condotte «particolarmente violente e cruente» da parte di giovanissimi, spesso assuntori di sostanze stupefacenti e trascurati in famiglia.

Giustizia a Messina: carenze di organico ma buona tenuta degli uffici

Nonostante le criticità, Lombardo ha evidenziato come «il buon andamento della giurisdizione civile e penale nel distretto di Messina» resti complessivamente confermato. A pesare sono soprattutto i persistenti vuoti di organico, che riguardano anche la Procura per i minorenni.

«Va dato atto – ha sottolineato – che gli uffici giudiziari hanno mostrato una buona tenuta nella gestione del notevole carico di lavoro», nonostante le difficoltà.

Riforma della Giustizia, Lombardo: «Clima di aggressione verso la Magistratura»

Duro il passaggio dedicato alla riforma costituzionale della Giustizia. Secondo Lombardo, l’approvazione del provvedimento sarebbe avvenuta «in un clima di regolamento dei conti con la Magistratura», caratterizzato da «un’aggressione continua ai giudici», accusati di ostacolare le politiche del Governo.

L’Anm: «A rischio autonomia e indipendenza della Magistratura»

Sulla stessa linea il presidente dell’Anm di Messina, Andrea La Spada, che ha denunciato come la riforma «altera l’assetto dei poteri disegnato dai Costituenti» e metta in pericolo il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

Dietro la definizione di “separazione delle carriere”, secondo La Spada, si celerebbe «l’obiettivo di indebolire l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura», anche attraverso il meccanismo dell’estrazione a sorte nella composizione degli organi di governo.

Gli avvocati: «Crisi di fiducia nel sistema giustizia»

Infine, l’intervento dell’avvocatura. Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina, Paolo Vermiglio, ha parlato di una «vera e propria crisi di fiducia nel sistema della giustizia».

«Questa crisi non possiamo permetterla – ha affermato – perché il sistema giustizia, pur con i suoi limiti, resta l’ultima garanzia di democrazia e di libertà». Un sistema che, ha concluso, «va certamente migliorato, ma anche difeso».