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Anno giudiziario

Scarcerazioni e piazze di spaccio: «Clan in ripresa nel territorio»

Il dato preoccupante fa parte della relazione presentata dal presidente facente funzioni della Corte d'Appello di Catania, Giovanni Di Pietro

01 Febbraio 2026, 10:07

Scarcerazioni e piazze di spaccio: «Clan in ripresa nel territorio»

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I clan Bottaro-Attanasio, Santa Panagia e della Borgata, pur pesantemente colpiti da operazioni succedutesi nel tempo (“Aretusa”, “Bronx”, “Tonnara”, “Via Italia”), appaiono in ripresa per effetto della scarcerazione di alcuni esponenti mafiosi. Il dato preoccupante fa parte della relazione presentata dal presidente facente funzioni della Corte d'Appello di Catania, Giovanni Di Pietro, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. La disamina affronta gli interessi dei clan che “si occupano, in particolare, della gestione organizzata delle piazze di spaccio cittadine operanti in diversi quartieri del territorio urbano”.

Il procuratore capo Sabrina Gambino ha rilevato che “grazie alla generosità dei sostituti in servizio, in uno alle migliorate condizioni di lavoro, alla maggiore stabilità della presenza dei magistrati (anche se alla data del 30 giugno 2025 ne risultavano presenti solo 11 sui 14 previsti in pianta organica) è stato possibile, nel periodo di riferimento, confermare e consolidare risultati virtuosi”.

Sempre alto il numero di violenze domestiche e reati sessuali: 326 le misure cautelari a fronte delle 248 applicate nello scorso anno, tante le audizioni protette.

Nell'ultimo anno è diminuito il numero dei procedimenti penali. Un dato in controtendenza rispetto agli anni precedenti, che ha consentito di definire oltre 4mila processi, con la riduzione delle pendenze al 3% nel settore collegiale e del 43% in quello monocratico. Il presidente del Tribunale aretuseo, Dorotea Quartararo rileva che si è registrata una diminuzione delle sopravvenienze sia dei processi di rito collegiale sia di quelli con rito monocratico. “Nonostante le gravi difficoltà dettate dalla grave carenza di organico, grazie all’assiduo e lodevole impegno profuso da tutti i magistrati in servizio, il livello di produttività del settore penale dibattimentale è rimasto, comunque, elevatissimo”.

Si registra una stabilità delle pendenze nelle due sezioni civili: 11.135 pendenti al 30 giugno 2025, con una durata media di 1,8 anni dei procedimenti. Trentasei i procedimenti ordinari ancora pendenti da oltre dieci anni. Il presidente del Tribunale ha evidenziato 816 procedimenti iscritti in materia di persone, famiglia e minori.

Alla data del 30 giugno 2025, erano pendenti 376 procedure fallimentari (a fronte delle 429 dell’anno precedente), 19 istanze di liquidazione giudiziale, 2 concordati preventivi e 51 procedimenti da sovraindebitamento.