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il racconto

La dura vita del rider: «Slalom tra le buche e i danni ai mezzi sono a carico nostro»

La condizione dei lavoratori delle consegne a domicilio è segnata da una costante incertezza: "I guadagni dipendono dall’aumento o dalla diminuzione degli ordini"

02 Febbraio 2026, 06:30

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«Ogni giorno cerco di evitare le buche sull’asfalto, facendo letteralmente lo slalom tra strade dissestate e marciapiedi sconnessi, con l’unico obiettivo di consegnare il cibo ai clienti nelle migliori condizioni possibili». È così che si svolge la quotidianità di molti rider, una realtà ormai nota ma spesso sottovalutata. Durante le consegne capita spesso che le bibite si rovescino o che il cibo arrivi danneggiato, non per disattenzione ma a causa delle condizioni delle strade e della necessità di rispettare tempi di consegna sempre più serrati. A questo si aggiunge un altro aspetto fondamentale: «Eventuali danni al mezzo di trasporto sono del tutto a carico del lavoratore – spiega Marco Mascellino, rider che lavora a Carini - che deve provvedere di tasca propria a riparazioni e sostituzioni».

La condizione lavorativa dei rider è segnata da una costante incertezza: i guadagni dipendono dall’aumento o dalla diminuzione degli ordini e spesso risultano insufficienti rispetto all’impegno richiesto. Oltre ai tempi di consegna, bisogna considerare le spese fisse che gravano interamente sul lavoratore. Il mezzo utilizzato, che sia una bicicletta o uno scooter, deve essere mantenuto in perfette condizioni: in più, spiega Mascellino, «costi come manutenzione ordinaria, tagliandi e riparazioni non vengono in alcun modo rimborsati dall’azienda».

Anche il reperimento dell’attrezzatura rappresenta un problema non indifferente. All’inizio, racconta ancora il rider, «viene fornito un kit base, solitamente composto da zaino e giubbotto, ma con il tempo questi strumenti si usurano. Quando ciò accade, il dipendente è costretto a ricomprarli autonomamente, spesso direttamente dal sito dell’azienda per cui lavora. In alcuni casi la spesa può arrivare fino a 70 euro, una cifra significativa se rapportata ai compensi medi». Tutto questo, conclude Mascellino, «contribuisce a rendere il lavoro del rider una vera e propria corsa a ostacoli, fatta non solo di strade dissestate, ma anche di difficoltà economiche e mancanza di tutele».