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Il reportage

Dai pomodori al salmone, la spesa al mercato storico costa poco più della metà

Per acquistare gli stessi alimenti, 12,50 euro al mercato contro 20,68 al supermarket. Federconsumatori: «Servono interventi strutturali per contrastare il carovita sui prodotti di base – dice Alfio La Rosa - come una rimodulazione dell'iva sui generi di largo consumo

02 Febbraio 2026, 06:45

Dai pomodori al salmone, la spesa al mercato storico costa poco più della metà

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Quanto incide il caro spesa sui bilanci delle famiglie? Secondo l’Istat, i prodotti oggi costano mediamente un terzo in più rispetto al 2019. Si compra meno, ci si rivolge ai discount, ma si spende comunque di più. E anche se fare la spesa a Palermo è generalmente meno costoso che in altre città, il salario lordo annuale medio di un lavoratore dipendente del settore privato è inferiore del 27,57 per cento rispetto al dato nazionale, mentre ben il 46,2 per cento delle pensioni erogate non supera i mille euro.

Tirare la cinghia è inevitabile ma non si attendono tempi migliori, anzi: l’osservatorio nazionale di Federconsumatori ha stimato che quest’anno sono in arrivo aumenti medi fino +672,60 euro a famiglia, cosa che non farà che accrescere i tagli, le rinunce e le modifiche delle abitudini dei siciliani. «Il fenomeno che ci allarma di più è il calo della qualità nei consumi alimentari che, alla lunga, influirà negativamente anche sulla salute dei consumatori», dice Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia. Per capire se sia possibile risparmiare, siamo andati a fare la spesa in un supermercato di fascia media e al mercato storico di Ballarò, comparando l’acquisto di alcuni prodotti di prima necessità. Che al mercato rionale si risparmi non è certo una sorpresa, quello che ci ha stupiti è che per comprare gli stessi prodotti abbiamo speso quasi la metà rispetto alla grande distribuzione.

Sulla nostra lista c’erano pane, frutta di stagione, patate, uova, tutti prodotti di largo consumo che hanno visto un’impennata dei prezzi negli ultimi anni. Abbiamo anche acquistato degli avocado che, nonostante siano coltivati in Sicilia ormai da anni, mantengono un prezzo piuttosto elevato: quattro euro per due soli frutti a Ballarò contro i 5,39 del supermercato. Così anche i pomodori di varietà Picadilly, che al mercato rionale costano due euro al chilo contro i quasi quattro della grande distribuzione.

«I prezzi all’ingrosso sono aumentati moltissimo e noi siamo al verde – spiega il mercataro mentre ci passa la busta – ma se torna fra qualche giorno forse li trova a meno». Quando chiediamo il motivo, l’uomo risponde: «Spesso il prodotto resta invenduto e tenuto nelle celle frigorifere, ma prima che vada a male si svende». Più contenuti invece i rincari sulla salsiccia, con un prezzo medio di 6,99 euro al chilo al mercato storico, che cresce di 50 centesimi al supermercato. Trenta centesimi in più al chilo anche per le mele deliziose nella grande distribuzione rispetto al mercato rionale, così come le uova, che costano 25 centesimi ciascuna a Ballarò contro i 33 del supermercato. Ma il divario di prezzo più alto spetta al trancio di salmone che a Ballarò si può trovare a 14,99 euro al chilo mentre al supermercato arriva a oltre 33 euro, più del doppio.

Per acquistare le stesse cose abbiamo speso 12,50 euro contro 20,68, una differenza solo in parte spiegabile con i costi di trasporto, packaging e per il personale. «Servono interventi strutturali per contrastare il carovita sui prodotti di base – dice Alfio La Rosa - come una rimodulazione dell'iva sui generi di largo consumo, e servono anche interventi su energia e carburanti per frenare le spese fisse delle famiglie».