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Dietro la festa di Sant’Agata, una macchina della sicurezza che lavora da dicembre

Le misure previste e coordinate dalla questura riguardano sia l’ordine pubblico sia la safety, con controlli capillari nelle aree a maggiore affluenza

02 Febbraio 2026, 06:15

Dietro la festa di Sant’Agata, una macchina della sicurezza che lavora da dicembre

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In vista della festa di Sant'Agata, Catania si prepara ad accogliere migliaia di fedeli e visitatori con un articolato piano di sicurezza. Un lavoro lungo e certosino che coinvolge prefettura, questura, comune, cattedrale e Comitato organizzatore. A fare il punto con La Sicilia sulle misure che riguardano sia l’ordine pubblico sia la sicurezza, con controlli capillari nelle aree a maggiore affluenza è Alessandro Drago, capo di gabinetto della questura.

Un dispositivo imponente, pensato per garantire lo svolgimento sereno dei festeggiamenti nel rispetto delle normative e della sicurezza di tutti.

«Tutte le attività propedeutiche alla messa in campo dei servizi di ordine e sicurezza pubblica hanno avuto inizio addirittura a dicembre, con incontri, riunioni tra noi, rappresentanti della Cattedrale, presidente del Comitato di organizzazione dei festeggiamenti e coloro che hanno redatto e predisposti piani di sicurezza. Attività che nel corso dei giorni e delle settimane si sono intensificate. Una pianificazione che ricalca, per grandi linee, quella che abbiamo messo in campo nel 2025. Tra queste c’è anche la verifica e la bonifica delle zone in cui si presume che ci sia una affluenza maggiore, quindi dalla parte di piazza Duomo, piazza Stesicoro, via Etnea, via Sangiuliano, tutte quelle arterie principali che sono caratterizzate da una serie di momenti chiaramente statici più di altri. Nel dettaglio abbiamo bonificato centinaia di tombini e cassette che contengono gli impianti del gas e della luce che vengono segnalati, sigillati con l’aiuto degli operai del comune e delle aziende di servizi e ricontrollati a ridosso degli eventi».

Perché è importante raccontare un dietro le quinte di un lavoro spesso invisibile e altamente specializzato?

«È importante per due motivi. Innanzitutto perché spesso non si ha l’idea del grande lavoro che viene svolto, della professionalità con cui si affrontano questi eventi e dell’impegno di uomini e mezzi di tutti i reparti specializzati della polizia e delle altre forze dell’ordine. Spesso non si percepisce l’attenzione al dettaglio di tutti gli aspetti di un evento. In secondo luogo sono attività concretamente utili, non sono assolutamente banali. Prima c’è la preparazione sulla carta, a tavolino, poi i numerosi sopralluoghi. Il tutto sotto il coordinamento del questore Giuseppe Bellassai preposto, poi, a redigere le ordinanze di sicurezza

Ci sono misure sempre più mirate?

«Sulla base dell’esperienza acquisita negli anni scorsi ci sono anche misure di safety e di sicurezza che sono differenti. Anche quest’anno è previsto un contingentamento all’interno della cattedrale e nelle piazze. Penso ai momenti di maggiore affluenza: la mattina del 3 in occasione dell’offerta della cera in piazza Duomo che sarà parzialmente delimitata proprio per motivi di sicurezza. Così come il pomeriggio e la sera del giorno 3, per i fuochi, per cui è previsto anche lì il contingentamento sia di piazza Duomo che di piazza Università. O per la messa dell’Aurora, quando è prevista un’affluenza particolare di catanesi, di devoti, di fedeli, piazza Duomo sarà contingentata così come la chiesa».

Pianificazione sulla carta, ma anche esperienza sul campo. Come nel caso delle luminarie rimosse.

«Durante uno dei sopralluoghi ci siamo resi conto che queste luminarie poggiavano sostanzialmente su dei pali con degli ancoraggi, con dei cavi alle pareti dei palazzi prospicienti la via Etnea. Siccome abbiamo notato che erano al centro della strada, oltre a essere abbastanza imponenti, abbiamo immaginato una possibile interferenza soprattutto all’inizio del giro interno, quando la folla chiaramente si ammassa in piazza Duomo e si avvia la processione. A esito di questa valutazione è emersa una possibile criticità e quindi è stata rimossa».

Che messaggio si sente di rivolgere a catanesi e devoti affinchè possano vivere la festa nel rispetto delle regole e in piena sicurezza?

«Mi sento di dire che sull’esperienza dello scorso anno possono essere riprodotti sicuramente quei comportamenti che devo dire sono stati incentrati su una certa correttezza e che hanno consentito come credo che si sia potuto vedere, insomma attestare da parte di tutti, uno svolgimento della festa in massima sicurezza. L’attenzione degli operatori di sicurezza necessita sempre, del buon senso, della collaborazione da parte dei cittadini, è chiaro questo, ma in tutti gli eventi, da una partita di calcio a una festa partecipata religiosa come quella di Sant’Agata».