il delitto
Il giallo sui Nebrodi e i tasselli che non tornano: dei tre cacciatori morti nessuno s’è suicidato, stretta sul quarto uomo
Le autopsie sono state interlocutorie e non hanno dato elementi definitivi, slittano i funerali. Tabulati al setaccio, il killer ancora libero
Una lunga attesa. Per i familiari delle vittime di Montagnareale i tempi dei funerali si allungano ancora: le salme restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’autopsia eseguita sabato dal professor Alessio Asmundo, ordinario di Medicina legale, insieme a Giovanni Andò — il primo ad aver effettuato un esame autoptico preliminare sul posto — ha di fatto rimesso l’inchiesta al punto di partenza.
Gli accertamenti sui corpi, compresa la tac eseguita all’ospedale Papardo di Messina, non hanno sciolto i principali interrogativi di magistrati e investigatori.
Al momento è certo soltanto che nessuno dei tre si è tolto la vita e che nessuno è stato colpito alle spalle. Due elementi che, pur non risolutivi, consentono di accantonare la pista dell’omicidio-suicidio.
Massimo riserbo da parte del procuratore capo di Patti, Angelo Cavallo, e del comandante provinciale dei carabinieri di Messina, Lucio Arcidiacono — già protagonista, quando era nei Ros, della cattura di Matteo Messina Denaro.
Si attendono ora gli esiti degli esami balistici del Ris di Messina e non è escluso che si debba tornare a esaminare i tre corpi. Le vittime sono state trovate a circa 30 metri l’una dall’altra; nessuna presentava ferite alla schiena, come era stato detto in un primo momento, e non vi sono suicidi.
Dopo avere escluso la matrice mafiosa, la Procura di Patti scarta anche la ricostruzione dell’omicidio-suicidio. Per giorni, soprattutto tra Montagnareale e il vicino comune di Librizzi, era circolata la voce secondo cui l’anziano Antonio Gatani, 82 anni, avrebbe potuto uccidere per errore il fratello più giovane, Davis Pino, 26 anni; a quel punto il maggiore, Giuseppe, 44 anni, avrebbe esploso un colpo contro l’anziano e poi si sarebbe ucciso.
Una sequenza che gli accertamenti hanno smentito: nessuno dei tre si è ucciso. Prende così corpo l’ipotesi del “quarto uomo”. L’uomo, già ascoltato dagli inquirenti, non risulta al momento indagato, ma la sua posizione potrebbe mutare nelle prossime ore. È certo che aveva accompagnato Gatani a caccia e che non ha dato l’allarme.
A segnalare la tragedia è stato invece un motociclista di passaggio con una moto da cross, che ha notato uno dei corpi e ha chiamato il 112. Sui Nebrodi cresce l’apprensione.
Tutto era pronto: dopo l’ispezione protrattasi per l’intera giornata di sabato, i tre erano stati sistemati nei feretri e i funerali avevano già una data. La comunità resta con il fiato sospeso, mentre gli investigatori cercano di ricomporre il quadro nel più breve tempo possibile.
Sarà cruciale l’incrocio dei tabulati telefonici agganciati alla cella della zona rurale di Montagnareale alle 8 del mattino di mercoledì scorso. I prossimi giorni potrebbero rivelarsi decisivi, ma per i risultati della balistica occorrerà attendere ancora.