L'intervista
Bonanno, dopo i saluti alla Dc avanti verso FdI: «Stessi valori»
L’ex capogruppo Dc in consiglio comunale non smentisce l’accordo con i meloniani, che è sempre più vicino: «Non ho mai ambito a un posto in giunta, leale a Lagalla». E sugli stenti della maggioranza: «Eterogenei ma compatti»
Domenico Bonanno
Vicini, vicinissimi a Fratelli d’Italia. In ogni caso, già amici, mentre è in corso il risiko tra Palermo e Roma che darà le risposte attese al gruppo di meloniani che fa capo all’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato, papabile nuovo senatore. Quello non dipende da Domenico Bonanno, che ha appunto in Scarpinato un interlocutore privilegiato. Lui, fino a poc’anzi capogruppo Dc in consiglio comunale, il partito che fu di Totò Cuffaro lo ha lasciato insieme a Viviana Raja, riducendo la pattuglia consiliare a due alfieri.
Il dado è tratto, avete lasciato la DC. Ci descriva in poche parole l’impegno suo e della collega Raja.
“Per noi la politica è sempre stata passione ma anche studio, oltre che una responsabilità, fondata sull’ascolto e sulla presenza nel territorio. Un impegno guidato da rigore, trasparenza, legalità e lealtà verso il mandato ricevuto dai cittadini”.
I vostri profili e la vostra storia non vi dipingono certo come cuffariani, le voci sul vostro futuro vi collocano più vicini al partito della Meloni.
“La mia storia e quella della collega e amica Viviana Raja sono diverse per esperienze e attività, ma identiche per valori e modo di intendere la politica. Stimiamo fortemente il presidente del Consiglio sia come leader di partito per la capacità dimostrata nel costruire da zero una forza politica oggi prima in Italia, sia come premier per l’azione di governo. L’Italia ha recuperato centralità in Europa e credibilità internazionale ed è tornata a crescere, soprattutto nel Mezzogiorno. Scelte coraggiose come l’abolizione del reddito di cittadinanza, per come era stato concepito, hanno rimesso al centro impegno e merito. Nessuna conferma, ma neanche una smentita. Le scelte politiche sono ovviamente importanti: sono il frutto di percorsi che maturano nel tempo e di convergenze ideali e programmatiche. In una fase di transizione come questa, però, siamo più che mai al lavoro per Palermo. Insieme ai consiglieri di circoscrizione, ai nostri riferimenti nei quartieri e agli amici che ci sostengono, continuiamo un progetto di impegno concreto e di prospettiva. A tutti loro va il nostro grazie”.
Cosa si tiene e cosa getta via dell’esperienza Dc?
“Ho imparato che ogni esperienza della vita ha valore e va custodita, e così ho fatto in ogni stagione politica vissuta: dall’impegno tra i banchi di scuola, alle aule universitarie e al Senato accademico, fino a oggi. Ogni esperienza è formativa e aiuta a crescere e a non commettere errori, nulla si butta via. La mia esperienza mi ha insegnato che la squadra viene prima del singolo, che la politica non deve essere asservita al potere, ma funzionale al benessere dei cittadini, e che uomini e donne devono servire le istituzioni, non servirsene. Degli ultimi anni conserverò soprattutto i rapporti umani e la certezza che ci sono giovani che credono nella politica e vogliono impegnarsi per costruire un futuro migliore: è a loro che guardiamo”.
Uno sguardo alla coalizione che sostiene Lagalla. Ambisce ad un posto in giunta? La proverbiale pazienza è una dote che si è portato in eredità dalla Dc?
“Sono passionario e vulcanico, lo ammetto, ma l’esperienza e la mia recente paternità mi hanno insegnato che la pazienza è una virtù imprescindibile e, in politica, non basta mai. Il sindaco e la giunta hanno lavorato bene, anche grazie all’organo consiliare che si è assunto responsabilità gravose e ha fatto scelte importanti, spesso difficili, permettendo all’amministrazione di operare al meglio: dal piano di riequilibrio ai bilanci arretrati approvati, dalla ricapitalizzazione della Rap ai contratti di servizio di alcune partecipate, da alcuni regolamenti importanti fino all’applicazione dell’avanzo per opere utili alla città. Tornando alla sua domanda, l’ipotesi di un assessorato non è mai stata in campo. Io sono stato votato dai cittadini per rappresentarli in consiglio comunale e sento forte il peso di questa responsabilità e su questo sono concentrato. La composizione delle giunte segue logiche diverse, e smentisco categoricamente che dietro le nostre scelte ci siano valutazioni personali di questo tipo”.
Cambia qualcosa, anche nei rapporti con la maggioranza e con il sindaco?
“Il nostro impegno per Palermo non muta, anzi si rafforza. Siamo con convinzione parte di questa maggioranza, nel solco dell’ottimo governo di centrodestra guidato a livello nazionale dal presidente Meloni, a livello regionale dal presidente Schifani e, a livello locale, dal sindaco Lagalla, al quale confermiamo stima, fiducia e piena collaborazione”.
In concreto, questa maggioranza sta bene? Crede che i problemi urgenti siano correttamente affrontati?
“Questa maggioranza comprende anime diverse, con profili politici e culturali eterogenei, ma ha dimostrato, nei momenti decisivi e sugli atti più importanti, di saper trovare compattezza e unità d’intenti. È innegabile che ci siano difficoltà, soprattutto sulle presenze in aula e qualche frizione interna ad alcuni partiti. Fino a oggi, tuttavia, il lavoro del consiglio comunale è stato molto buono; ora serve uno slancio ulteriore”.
Quali i prossimi obiettivi da centrare in consiglio?
“Il contratto di servizio e il piano industriale di Amat, il contratto di servizio della Rap e il regolamento rifiuti sono una priorità per garantire risposte concrete alla città. Penso anche al regolamento sulla conversione dei veicoli a trazione animale: insieme alla collega Raja, abbiamo presentato una proposta di delibera per abolire definitivamente il fenomeno anacronistico delle carrozze trainate dai cavalli. È necessario anche dotare Palermo di un piano del commercio aggiornato, capace di mettere ordine in alcune zone rilanciando l’economia cittadina e valorizzando ulteriormente il centro storico, che non può e non deve avere una vocazione esclusivamente legata alla ristorazione e alla vita notturna. Il nostro patrimonio artistico e culturale, invidiato in tutto il mondo, deve diventare sempre più volano di crescita e sviluppo. Sul tema della sicurezza, l’Amministrazione e il Governo nazionale stanno facendo molto in termini di incremento di risorse e organico della Polizia municipale, ma resto convinto che possa essere utile valutare anche un impiego dell’Esercito sul territorio. Importanti saranno anche l’adesione alla rottamazione-quinquies e la convenzione per il nuovo stadio. Infine, ritengo necessaria una modifica regolamentare che permetta al Consiglio comunale di funzionare meglio, evitando che si trasformi in un palcoscenico per chi interpreta la politica come uno show invece che come un’attività seria, una deriva che negli ultimi tempi si è accentuata”.
Si va al voto amministrativo in molti importanti comuni della provincia. Ci descrive la vostra strutturazione in corso a livello provinciale come area politica di possibile riferimento?
“In questi anni abbiamo costruito un gruppo, umano prima che politico, radicato nel capoluogo e in provincia grazie a diversi amministratori e punti di riferimento locali. Auspichiamo innanzitutto l’unità della coalizione di centrodestra, un valore da difendere oltre che essenziale per vincere nei comuni chiamati al voto. Faremo la nostra parte, nel nostro piccolo offriremo un contributo concreto e sosterremo i nostri candidati e la coalizione”.