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penitenziaria

Blitz nel carcere di Agrigento: sequestrati smartphone e armi rudimentali. Raffica di denunce tra i detenuti

Decine di agenti in azione da tutta la Sicilia. Il sindacato: "Serve tecnologia"

02 Febbraio 2026, 11:05

Interrogazione parlamentare dell'on Carolina Varchi (FdI)  su carcere di Agrigento

Il carcere di Agrigento

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Una perquisizione straordinaria "a tappeto" è stata effettuata nelle scorse ore all'interno della Casa circondariale Pasquale Di Lorenzo di Agrigento. L'operazione, scattata all'alba, ha visto l'impiego di un imponente dispositivo di sicurezza: ai reparti interni si sono uniti rinforzi provenienti dagli istituti penitenziari di Gela, Enna, Caltagirone e Caltanissetta. Un intervento coordinato che ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di materiale non consentito.

Il bilancio dell'operazione, durate diverse ore, è netto. Gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno rinvenuto e posto sotto sequestro numerosi telefoni cellulari — tra cui smartphone di ultima generazione e micro-dispositivi facili da occultare — oltre ad armi rudimentali fabbricate artigianalmente dai ristretti.

Le conseguenze per i detenuti coinvolti sono pesanti: numerose persone sono state deferite alla magistratura. I reati ipotizzati vanno dal possesso illecito di strumenti di comunicazione alla resistenza e violenza a pubblico ufficiale, fino al danneggiamento della struttura.

Soddisfazione è stata espressa dai vertici del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). Salvatore Gallo Cassarino, delegato regionale, ha lodato l'abnegazione dei "Baschi Azzurri", ricordando come la struttura non sia nuova a simili criticità. "Già il 20 settembre 2025 un'attività analoga portò al sequestro di 30 telefoni e droga," spiega Gallo Cassarino, citando anche l'inquietante episodio di un detenuto che, dalla propria cella, tentava di estorcere il "pizzo" a un imprenditore messinese via smartphone.

Calogero Navarra, segretario nazionale per la Sicilia, ha sottolineato come l'operazione dimostri l'alto livello di professionalità del corpo, capace di bilanciare i compiti di rieducazione con quelli imprescindibili di polizia giudiziaria e sicurezza.

Nonostante il successo del blitz, il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, lancia un monito al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP): "È doveroso ringraziare il personale per il sacrificio quotidiano, ma servono interventi concreti. Rinnoviamo la richiesta di dotazioni tecnologiche di ultima generazione. Solo con strumenti adeguati si può contrastare efficacemente l'introduzione di telefoni e droga, fenomeni in crescita esponenziale a livello nazionale".

L'operazione di Agrigento riaccende dunque il dibattito sulla sicurezza carceraria e sulla necessità di schermature elettroniche per impedire che le celle diventino centralini del crimine.