Dalla sete al fango
Basta una settimana di pioggia per mettere l'Agrigentino in ginocchio: fiumi senza argini e strade fragili. Cronaca di un disastro annunciato
Platani straripato, in piena Verdura e Magazzolo. Frana blocca la Ribera-Cianciana, intervento d'urgenza nella notte
Il fiume Platani
Il dramma del territorio agrigentino è che si passa dalla pluriennale siccità alle esondazioni di fiumi e torrenti e a strade bloccate dalle frane determinate dalle abbondanti precipitazioni. È bastata una settimana di pioggia intensa, ma non alluvionale, per fare uscire dagli argini alcuni fiumi, inondare le colture adiacenti, danneggiare con smottamenti soprattutto le strade provinciali.
È il caso del fiume Platani, tra Ribera e Cattolica Eraclea, che ha già allagato gli agrumeti, perché sprovvisto di argini, specie tra il ponte sulla Statale 115 e la foce. Il fiume è in piena e trascina a mare milioni di metri cubi d’acqua con detriti di ogni genere, incontrati sul percorso. Anche il fiume Verdura, 5 km a sud di Ribera, è in piena. Al momento non ha causato danni perché i frutteti sono riparati dagli argini in terra battuta che hanno resistito bene, ad eccezione di un tratto in contrada Scirinda che in questo caso impedisce agli agricoltori di raggiungere le aziende per la raccolta delle arance. Il fiume Magazzolo ha una portata idrica consistente, ma proveniente solo dagli affluenti perché l’acqua a monte è trattenuta dalla diga Castello che in una settimana ha immagazzinato 3 milioni di metri cubi, superando i 12.
A subire le conseguenze delle copiose piogge sono state alcune strade provinciali dove sono stati registrati smottamenti di terreno. È il caso della SP 32, a Ribera-Cianciana, che in località Magazzolo, dopo il ponte sul fiume, una frana ha bloccato l’unica arteria che unisce la montagna al mare. C’è voluto l’intervento del sindaco di Cianciana, Francesco Martorana, a chiedere nottetempo l’intervento di una meccanica, messa a disposizione del Libero Consorzio di Agrigento, per la ripresa della transitabilità. Il primo cittadino ciancianese aveva emesso sabato un comunicato con il quale consigliava a viaggiatori e agricoltori di evitare l’attraversamento di viadotti, strade e guadi lungo il corso del fiume Platani in forte piena.
Al di là dei danni, l’aspetto positivo, stando le piogge ancora in atto, è rappresentato dall’immagazzinamento di tanta acqua nelle dighe utile per irrigare d’estate decine di migliaia di ettari di frutteti.