7 febbraio 2026 - Aggiornato alle 21:15
×

Attualità

Trasporto pazienti tra gli ospedali della provincia di Ragusa, Nursind denuncia: "Mancano i dispositivi di protezione per il personale"

"L'azienda non ha provveduto alla loro fornitura: è grave"

02 Febbraio 2026, 15:56

Trasporto pazienti tra gli ospedali della provincia di Ragusa, Nursind denuncia: "Mancano i dispositivi di protezione per il personale"

Seguici su

Grave carenza di dispositivi di protezione per il personale dell’Asp di Ragusa. A denunciarlo è il sindacato Nursind, secondo cui “il servizio dei trasporti secondari per trasferire i pazienti tra i vari presidi ospedalieri, anche fuori provincia, a causa di un servizio funzionante a singhiozzo, spesso avviene senza alcun dispositivo di protezione individuale perché ad oggi l’azienda non ha provveduto alla loro fornitura. Inoltre, a causa della mancanza del personale aderente al progetto ‘trasporti secondari’, gli infermieri sono spesso costretti ad abbandonare le attività assistenziali di reparto e salgono in ambulanza con la medesima divisa di lavoro (pantaloni, casacca e calzari) al fine di effettuare il trasferimento”.

Il sindacato riferisce anche di frequenti richiami in servizio in regime di straordinario di operatori in riposo, anch’essi impiegati nei trasferimenti senza dotazioni protettive adeguate. “Quindi l’infermiere in turno o in straordinario esce dal reparto con la propria divisa e calzari di lavoro, sale in ambulanza ed effettua il trasferimento, per poi ritornare in sede. Riteniamo gravissima questa assenza totale d’interesse da parte aziendale del rispetto delle norme sulla sicurezza dei lavoratori”.

Nursind sottolinea la disparità rispetto agli equipaggi del 118: “Se da un lato il personale infermieristico che presta attività sulle ambulanze 118 è fornito di appositi calzari antinfortunistici, tuta protettiva e giubbotto, al contrario per l’azienda il personale che si accinge a fare un trasferimento dall’ospedale presso altra struttura col cosiddetto trasporto secondario può tranquillamente spostarsi con la propria divisa di lavoro”.

Una scelta giudicata “inconcepibile” da chi ricorda come la stessa azienda “impone la formazione per il personale sanitario sul rischio delle infezioni ospedaliere e paga risarcimenti economici importanti per danni correlati alle infezioni ospedaliere”, ma non si preoccuperebbe del fatto che “il personale utilizzi gli stessi indumenti per trasferire i pazienti e lavorare giornalmente in reparto”.

Sul piano organizzativo, il sindacato parla di “falle nella procedura dei trasferimenti intraospedalieri e interstrutturali”: “Ci riferiamo al budget risicato che costringe a effettuare solo i turni del mattino lasciando così scoperto il servizio pomeridiano o turni festivi assolutamente scoperti poiché non inseriti nei bandi”.

La proposta: “Inserire 6 infermieri per i tre presidi ospedalieri maggiori in grado di far fronte a questa criticità, garantendo inoltre anche un servizio notturno. In questo caso si dovrebbe affrontare una spesa di soli 18 unità di dispositivi di protezione. Riteniamo che l’azienda non possa fare assolutamente finta di niente e che debba prendere immediatamente seri provvedimenti diretti alla sicurezza dei lavoratori”.