L'indagine
Indagine sulla sanità, misure cautelari per Aiello e Mazzola. In discussione la situazione di Cuffaro
Oltre alla decisione del tribunale del Riesame, discusso oggi l’appello sulla qualificazione in corruzione, e non in traffico di influenze, per l'ex governatore
Nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità siciliana che coinvolge anche l'ex presidente della Regione, nonché leader della Dc, Salvatore "Totò" Cuffaro, il tribunale del Riesame di Palermo ha accolto l’appello della Procura disponendo misure cautelari nei confronti di Ferdinando Aiello e Sergio Mazzola, coinvolti nell’indagine sul comitato d’affari che avrebbe gestito illecitamente appalti e concorsi pubblici nella sanità siciliana e che vede al centro proprio Cuffaro.
Ad Aiello è stato applicato l’obbligo di dimora, a Mazzola il divieto temporaneo di esercitare attività di impresa. I pm, coordinati da Gianluca De Leo, avevano fatto ricorso contro la decisione del gip di non disporre gli arresti domiciliari a carico di Paolo Bordonaro, Alessandro Caltagirone, Marco Dammone, Giuseppa Di Mauro, Mauro Marchese e Paolo Emilio Russo. L’impugnazione è stata respinta. Discusso oggi infine l’appello sulla qualificazione in corruzione, e non in traffico di influenze come ipotizzato dal gip, dell’accusa contestata a Cuffaro relativa a presunti illeciti nell’assegnazione dell’appalto bandito dall’Asp di Siracusa. Il tribunale si è riservato la decisione.