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Salute

Nebrodi: tre nuove case di comunità, l'Asp di Messina accelera con il Pnrr

L'Azienda ospedaliera amplia la rete Pnrr con strutture multidisciplinari di prossimità, servizi h24/h12, diagnostica di base e l'obiettivo di aprire altre 15 case e 5 ospedali di comunità entro marzo.

03 Febbraio 2026, 05:45

Case di comunità San Piero Patti

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di Benedetto Orti Tullo

Le case di comunità sono realtà anche a San Salvatore di Fitalia, Castell’Umberto e San Piero Patti. L’Asp di Messina ha infatti ufficialmente avviato le opere strategiche finanziate nell’ambito del Pnrr - Missione 6 Salute, pensate per garantire assistenza di prossimità con un approccio multidisciplinare mirato alla presa in carico completa e continua del paziente.

Con le tre avviate sul territorio dei Nebrodi, sono adesso sei in totale le case di comunità aperte da inizio anno. Cui si aggiunge l’ospedale di comunità inaugurato nello scorso dicembre a Barcellona Pozzo di Gotto, nel vecchio ospedale di via Risorgimento. L’obiettivo dell’Asp di Messina entro il prossimo marzo è quello di aprire altre 15 case e 5 ospedali di comunità. La direzione strategica dell’Azienda sanitaria, composta dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi e dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta, parla di investimento sul futuro della salute dei cittadini ed evidenzia: «Queste strutture - prosegue la Direzione strategica dell’Asp di Messina - sono la base di una sanità di prossimità moderna e inclusiva, capace di intercettare precocemente i bisogni, promuovere la salute e supportare le fragilità, in sinergia con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli infermieri di famiglia e di comunità e i servizi sociali comunali».

Le tre case di comunità avviate sui Nebrodi sono state realizzate all’interno di strutture di proprietà dell’Azienda sanitaria e si sviluppano su circa 800 metri quadri ciascuna, progettate secondo il modello Spoke, a integrare le strutture Hub presenti sul territorio.

Tutte offrono un punto di accesso unico. All’interno opereranno medici di medicina generale, specialisti, personale infermieristico e operatori dei servizi sociali. Spazio anche ai servizi sanitari di prima linea con l’assistenza medica h24 o h12, i servizi infermieristici e il Pua. Sono presenti anche ambulatori per la diagnostica di base, un’area prelievi e spazi per visite specialistiche.

I lavori sono stati coordinati dal responsabile del procedimento, geom. Fortunato Lipari, sotto la supervisione del direttore dell’Uoc Tecnico, l’ingegnere Salvatore Trifiletti e del referente unico aziendale per il Pnrr, la dottoressa Elisa Mastrantonio.