Cronaca
Vittorio Fortunato, la difesa: "La capacità di intendere e volere della madre era fortemente scemata"
Ricostruito in aula il momento del parto e la simulazione dell'abbandono e del ritrovamento a Ragusa
Il piccolo Vittorio Fortunato subito dopo il ritrovamento
Alle battute finali, davanti al giudice del Tribunale, Giovanni La Terra, il processo per abbandono di minore del piccolo Vittorio Fortunato che vede nel ruolo di imputata la mamma che aveva chiesto al compagno di accompagnarla insieme al neonato in ospedale ma lui aveva risposto che lo avrebbe portato lui.
Sentito il consulente di parte dottor Di Fazio che ha riferito sulle condizioni psichiche della donna al momento del parto.
Secondo il consulente la sera del 4 novembre 2020, in cui la signora ha avuto il parto improvviso ed era sola in casa, a causa di tale evento ha subito uno shock altamente destabilizzante sotto il profilo psichico che ha inciso sulle capacità cognitive e volitive della stessa.
Per il consulente di parte quindi la sera dei fatti la capacità di intendere e volere della madre del bambino era fortemente scemata.
Il giudice La Terra non ha chiuso l'istruttoria dibattimentale ma ha rinviato al 16 febbraio per ulteriore produzione documentale delle parti.
La madre naturale del bimbo è difesa dall'avvocato Angelo Iemmolo.
Il piccolo, che adesso ha 5 anni, il mese scorso è stato dichiarato adottabile dal Tribunale di Minori.
Il padre, condannato a 2 anni, è deceduto prima dell'Appello per cause naturali il 3 giugno dell'anno scorso, il 4 novembre del 2020 ne simulò abbandono e ritrovamento davanti al suo esercizio commerciale a Ragusa.
Il piccolo da quando aveva 20 giorni è stato affidato a una famiglia di fuori provincia.
In aula presente anche la parte civile, l'avvocato Claudia Parrino, tutrice del bimbo, rappresentata dall'avvocato Emilio Cintolo.