Il dossier
Stadio Barbera, corsa a ostacoli per gli Europei 2032
Sui progetti del Palermo Fc per la riqualificazione del Barbera e la partecipazione alla manifestazione pesano tempi lunghi e scadenze in autunno
I tempi sono davvero stretti: a ottobre la Uefa selezionerà i cinque stadi italiani che parteciperanno a Euro 2032, e per allora sul stadio Barbera ci dovranno essere tutte le carte in regola per provare a partecipare alla manifestazione. Già da più di un mese il progetto di fattibilità presentato dal Palermo Fc è nelle mani del Comune, ma se l'impianto della Favorita potrà davvero giocarsela per gli europei dipende anche dalla stipula di una nuova convenzione, che dovrà avvenire in tempi brevissimi.
Al cuore della storia ci sono i progetti per la riqualificazione del Barbera, quattro alternative che il Palermo Fc ha commissionato allo studio di architettura Populous e che vanno da un intervento più lieve con manutenzione straordinaria a una ristrutturazione completa. In mezzo un progetto che prevede anche l’utilizzo delle aree limitrofe dell'ippodromo.
La società calcistica scarta le prime due opzioni, che lascerebbero il Barbera allo stato in cui è dal punto di vista dei servizi e delle modalità d'uso e che quindi non interessano un investitore privato. In più le due opzioni dovrebbero essere fatte con fondi comunali, che anche se fossero trovati subito dovrebbero seguire il normale iter degli appalti: troppo tempo, se si vuole partecipare a Euro 2032.
Resta quindi la strada del decreto salva stadi, che prevede un impegno in maggioranza di un privato. Per questo il Palermo Fc punta soprattutto sulla quarta alternativa, che garantisce un ritorno economico, la crescita dello stadio a 40mila posti e la creazione di strutture di nuova generazione.
Arrivare all'approvazione del progetto in tempo però è la vera sfida. Dopo una conferenza dei servizi preliminare i vari enti coinvolti hanno tempo fino a fine marzo per dare un parere. Ammesso che tutti, dalla Soprintendenza alla Regione alle diverse partecipate al genio civile diano parere positivo, poi dovrà essere fatta un'altra conferenza sul progetto definitivo, anche questa con tempi di attesa di due mesi. Il tutto con il mese di ottobre come punto di non ritorno: allora la Uefa deciderà quali stadi italiani parteciperanno ai campionati europei.
In mezzo però c'è l'incognita della convenzione. Nel caso il progetto andasse avanti, al suo interno dovrebbe essere inclusa una nuova bozza di convenzione tra il Palermo e il Comune. La quale bozza deve essere discussa dal consiglio comunale.
I diversi processi devono marciare insieme e arrivare all'appuntamento già definiti, e basta che si inciampi in un punto per fare sì che che Euro 2032 resti solo un'illusione. Tempi contingentati che lasciano insoddisfatta l'opposizione, secondo cui il consiglio comunale sarà costretto a lavorare senza poter fare una discussione approfondita. «Il decreto salva stadi è del 2021 - dicono Giulia Argiroffi e Ugo Forello, consiglieri di Oso - già due anni fa lo avevamo indicato come la strada giusta, e se ci avessero ascoltato oggi non avremmo tempi così stretti per un'operazione così importante».