Gli sviluppi
Sanità e corruzione: l'inchiesta su Cuffaro e il bivio del Riesame, per la Procura di Palermo «il sistema c'è»
La decisione dei giudici potrebbe arrivare forse oggi. Accolto l'Appello per due indagati del filone siracusano, in relazione alla gara sull'ausiliarato
Nei fatti non cambierà nulla. Totò Cuffaro resterà ai domiciliari qualunque sia la decisione del Tribunale del Riesame sull’appello presentato dalla Procura di Palermo. Ieri si è svolta l’udienza - durata meno di un’ora - in cui i pm hanno illustrato i motivi su cui si basa la richiesta di ribaltare l’ordinanza del gip per alcune contestazioni.
Partiamo dalla fine: la procura ritiene che la giudice abbia errato nel valutare l’apparato probatorio relativo alla sussistenza di un’associazione a delinquere. A parere del pm, il gip non avrebbe tenuto conto della «dimostrata piena condivisione da parte degli indagati di un vero e proprio “metodo” operativo finalizzato alla commissione di un numero indeterminato di delitti contro la pubblica amministrazione, “metodo” questo che in alcun modo può trovare spiegazione - ha argomentato la procura - in una qualsivoglia forma di lecita manifestazione di un “interesse politico comune” di cui, a dire il vero, dalla lettura delle numerose pagine delle informative in atti non si rinviene traccia».
La procura, guidata da Maurizio de Lucia, ha insistito: un «sistema Cuffaro» esiste. «Gli elementi rassegnati nella richiesta di applicazione della misura sono assolutamente idonei a delineare la sussistenza della contestata associazione a delinquere», hanno scritto nell’appello. I pm hanno chiesto che la misura già applicata a Cuffaro sia applicata anche per i capitoli sulla gara di ausiliariato all’Asp di Siracusa (riportando la riqualificazione da traffico di influenze a corruzione) e sulle tangenti al Consorzio di Bonifica. La difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, hanno chiesto di rigettare l’appello.
Il Riesame si è riservato la decisione, che - dicono alcuni addetti ai lavori - potrebbe arrivare già oggi. Sul tavolo dei giudici la procura ha portato alcuni elementi in più rispetto a quelli messi a disposizione del pm: come le intercettazioni con l’assessora regionale al Turismo, Elvira Amata, quando si discuteva delle nomine dei manager dell’Asp e si puntava a sponsorizzare Alessandro Caltagirone. Cuffaro suggeriva ad Amata di superare «Schifani» e, puntare, addirittura al ministro della Salute «Schillaci». Il trasferimento della moglie dell’ex Dg dell’Asp di Siracusa sarebbe stata un’utilità dell’accordo corruttivo. Per Caltagirone il Riesame ha rigettato l’appello dei pm.
Stessa valutazione per Paolo Bordonaro, Alessandro Caltagirone, Marco Dammone, Giuseppa Di Mauro, Mauro Marchese e Paolo Emilio Russo. Il Tribunale ha accolto l’istanza della Procura disponendo misure cautelari nei confronti di Ferdinando Aiello e Sergio Mazzola, coinvolti nelle procedure di aggiudicazione della gara dell’ausiliariato vinta dalla Dusmann (totalmente estranea all’inchiesta) ma mai, in verità, formalmente aggiudicata.
Ad Aiello (ex parlamentare calabrese del Pd) è stato applicato l’obbligo di dimora, a Mazzola il divieto temporaneo di esercitare attività di impresa. Le misure però non sono immediatamente esecutive poiché sono impugnabili con ricorso per Cassazione. L’ipotesi è stata riqualificata in traffico di influenze: il Riesame ha ravvisato qualcosa di anomalo ma non un patto corruttivo. E questa “lettura” dei giudici potrebbe essere anche uno “spoiler” sull’analisi dell’appello per Cuffaro.