la sentenza
Falsificò i dati per il Reddito di Cittadinanza: condanna per un 58enne di Canicattì
Venne smascherato dalla Guardia di Finanza. Oggi il verdetto della Cassazione
Ha ottenuto indebitamente il reddito di cittadinanza attestando il falso alla domanda sui requisiti per accedere al beneficio economico, poi soppresso dal governo Meloni. Un cinquantottenne di Canicattì, Giuseppe Alletto, è stato condannato, riconosciute le attenuanti generiche, alla pena di 2 anni di reclusione, in quanto ritenuto responsabile di due episodi di false dichiarazioni o omesse informazioni dovute. La condanna diventa definitiva con la pronuncia della Cassazione, che ha confermato la sentenza della Corte di appello, la stessa decisione resa dal Tribunale di Agrigento.
La vicenda ruota attorno ad un’indagine della Guardia di finanza su una serie di accertamenti svolti a carico di beneficiari. Il canicattinese – secondo l’accusa – alle domande presentate il 29 marzo 2019 e il 7 gennaio 2020, finalizzate al percepimento del reddito di cittadinanza, «ha consapevolmente omesso di riportare l'effettivo importo del reddito riferibile al suo nucleo familiare, venendo in rilievo un'informazione importante ai fini del conseguimento del beneficio economico». Gli investigatori hanno accertato la presenza di documentazione fasulla attestante una situazione non veritiera.