Priolo Gargallo
Petrolchimico: al posto di Versalis una bioraffineria di Eni e Q8 entro il 2028. Il ministro Urso: «Basi finanziarie robuste»
L'impianto avrà una capacità di raffinazione di 500mila tonnellate l'anno e produrrà diesel e biojet, «al fine di seguire le dinamiche e richieste del mercato»
Eni con Q8 Italia costruiranno insieme la nuova bioraffineria di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, in Sicilia. Ad annunciarlo un comunicato congiunto delle due società nel quale si precisa che il piano di trasformazione del sito Versalis di Priolo ha ottenuto l’approvazione dei cda delle due compagnie, a seguito dell’offerta vincolante presentata da Q8. La conclusione dell’iter autorizzativo, la definizione degli accordi di dettaglio e dei lavori di costruzione è prevista entro la fine del 2028.
La bioraffineria di Priolo, si legge ancora nella nota congiunta, avrà una capacità di 500mila tonnellate l'anno e avrà un’ampia flessibilità operativa per la produzione diesel e biojet, al fine di seguire le dinamiche e richieste del mercato. Le nuove produzioni di biocarburanti per il trasporto su strada, marino e aereo «contribuiranno, in linea con gli obiettivi dell'Unione Europea, a ridurre le emissioni di gas effetto serra di almeno il 65 per cento rispetto al mix fossile di riferimento», si legge nel comunicato stampa.
Completata la progettazione, sono state avviate le attività propedeutiche all’assegnazione dei contratti di approvvigionamento e costruzione, sono in procinto di partire le attività di demolizione indispensabili per la realizzazione delle nuove infrastrutture, ed è stato avviato l’iter autorizzativo. Il piano di trasformazione del sito industriale di Priolo, annunciato da Eni nell’ottobre 2024 e confermato dall’accordo firmato a marzo 2025 al ministero delle Imprese e del Made in Italy, «consente di riconvertire l’attuale sito in un progetto più sostenibile e di lungo termine, supportando al contempo gli obiettivi di Eni e di Enilive», che prevedono una capacità di bioraffinazione di cinque milioni di tonnellate l'anno entro il 2030.
«Continuiamo con la transizione energetica»
«Il piano di trasformazione del sito industriale di Priolo - commenta Giuseppe Ricci, Chief operating officer Industrial transformation di Eni - dimostra di essere solido e sostenibile e testimonia la validità della visione di lungo termine che prevede la riconversione delle attività della chimica di base in perdita strutturale in nuove attività competitive e che puntano verso una maggiore sostenibilità, concorrendo agli obiettivi di decarbonizzazione dei trasporti». Continua Ricci: «Il piano di trasformazione ci consentirà infatti di riconvertire il sito industriale puntando a una maggiore sostenibilità ambientale e tutelando allo stesso tempo occupazione e competenze».
«Questo progetto riflette l’impegno della Kuwait Petroleum Corporation a proseguire nella nostra Strategia di transizione energetica al 2050», afferma Shafi Taleb Al Ajmi, Ceo di Kuwait Petroleum International (Kpi). «L'investimento rappresenta il nostro secondo megaprogetto con Eni in Sicilia e testimonia l’impegno condiviso di Q8 ed Eni verso l’eccellenza, l’innovazione e la partnership strategica, nonché la nostra presenza continuativa e la fiducia riposta nel settore energetico italiano. Q8 è, inoltre, fortemente determinata a conseguire gli obiettivi strategici dei nostri azionisti e a diversificare il nostro portafoglio in linea con la visione di lungo periodo di Kpc. Il nostro impegno è quello di consolidarci come uno dei principali fornitori di soluzioni di mobilità sostenibile per i clienti del mercato europeo nei prossimi anni».
L'approvazione del ministro Urso
«L'investimento annunciato da Eni e Q8 Italia rappresenta una scelta industriale strategica di grande valore per il polo di Priolo e per l’intera Sicilia. Un progetto fondato su basi finanziarie robuste e su una chiara prospettiva di lungo periodo, promosso da due grandi operatori già radicati con successo nell’Isola», afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «La nuova bioraffineria rafforzerà occupazione, competitività e riconversione sostenibile di un sito industriale storico, trasformandolo in una risorsa per il futuro energetico e produttivo nazionale», conclude.