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Palermo, ora al nido Parisi i fondi Pnrr sono a rischio: per l'amministrazione «l'asilo verrà realizzato anche con altri finanziamenti»
I lavori non sono stati affidati entro i termini richiesti, il nodo del campetto abbandonato
Il conto alla rovescia per l’asilo nido Alessandra Parisi di Borgo Vecchio è iniziato. La data per l’ultimazione dei lavori, pena la perdita dei finanziamenti Pnrr, era il 31 marzo 2026, ed è arriva ieri la rassicurazione dell’assessore comunale all’Edilizia scolastica Aristide Tamajo: «L’asilo sarà realizzato in ogni caso».
Ad oggi i lavori non sono ancora stati affidati e la struttura rimane in totale stato di degrado, e di una concessione di proroga al 30 settembre non c’è traccia. «Nella piattaforma Futura non è evidenziata alcuna proroga – dice la consigliera dell’ottava circoscrizone Giusi Chinnici – ad oggi poi non è stato approvato nemmeno il progetto esecutivo, passaggio indispensabile per bandire la gara e affidare i lavori, e il rischio di perdere i 500 mila euro di fondi europei, a cui si dovevano aggiungere circa 500mila euro di fondi comunali, è quasi una certezza».
«L'amministrazione comunale è fermamente intenzionata a coprire tutte le spese necessarie per la realizzazione definitiva del progetto – afferma Tamajo – nella peggiore delle ipotesi, se i fondi dovessero andare perduti a causa della scadenza di marzo, il Comune è pronto a intervenire con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione». E sull'incarico progettuale aggiunge «è già stato aggiudicato a un professionista esterno, l'architetto Cimino, che sta esaminando anche la situazione della vulnerabilità sismica dell'immobile. L'amministrazione – aggiunge – s’impegna a finanziare l'opera fino alla sua completa ultimazione anche se dovessero emergere costi imprevisti derivanti dalle analisi sulla vulnerabilità sismica dell'immobile attualmente in corso». Fase questa che dovrebbe durare circa due mesi.
La deputata regionale Valentina Chinnici annuncia dal canto suo che insieme all’onorevole Provenzano e ai consiglieri dell’ottava circoscrizione presenteranno due interrogazioni, al parlamento regionale e nazionale, chiedendo risposte certe sulla tempistica della riapertura di questa infrastruttura sociale, fondamentale per la rigenerazione del quartiere.
Parallelamente al recupero della scuola, resta aperta la ferita del campetto di calcio retrostante, abbandonato e utilizzato per la "vampa". «Dal punto di vista catastale – dice il consigliere di circoscrizione Emanuele Marino – figura come spazio parcheggio di un privato, quindi servirebbe una variazione al piano urbanistico generale. L’ipotesi ideale sarebbe stato annettere il campo alla scuola e salvarlo».