Cronaca
Santa Croce, maltrattava la moglie davanti ai figli anche con violenze verbali e psicologiche: condannato a 4 anni
Le impediva di uscire di casa e l'accusava di tradirlo: sentenza di primo grado ai danni di un uomo di origine albanese
Condanna a quattro anni di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, per un uomo di origine albanese ritenuto responsabile di gravi maltrattamenti in ambito familiare.
La sentenza è stata pronunciata in primo grado dal tribunale collegiale di Ragusa.
L’imputato, assistito dall’avvocata Virginia Di Stefano, avrebbe sottoposto la moglie a continue offese, limitandone la libertà di movimento — consentendole di uscire soltanto per accompagnare e riprendere i figli da scuola — e infliggendole pressanti violenze psicologiche e verbali, con ripetute accuse di tradimento.
Un atteggiamento minatorio che, secondo quanto emerso, sarebbe stato tenuto persino davanti al Tribunale per i minorenni.
Gli episodi, aggravati dalla presenza dei figli, si sono verificati a Santa Croce.
La donna e i quattro minori si sono costituiti parte civile: i ragazzi, rappresentati dall’avvocata Cristina Di Paola, sono stati affiancati da un curatore speciale nominato dal Tribunale per i minorenni di Catania, l’avvocata Gianna Palacino.
Alla moglie, difesa dall’avvocata Rosalia Giudice, è stata riconosciuta una provvisionale di 6.000 euro; per ciascun figlio il tribunale ha disposto una provvisionale di 3.000 euro.
Il collegio giudicante era presieduto da Vincenzo Ignaccolo, con i giudici a latere Maria Rabini e Fabrizio Di Sano.
La pubblica accusa, rappresentata dal pm Santo Fornasier, aveva richiesto una pena di tre anni e sei mesi di carcere.