Il ritrovamento
Relitto a Brucoli: il Douglas C‑47 a 67 metri che parla della Seconda Guerra Mondiale
Tra reti da strascico e tracce dell'Operazione Fustian, torna l'appello per la tutela dei fondali
Nel corso di un’immersione tecnica effettuata a dicembre nei fondali di Brucoli, in territorio di Augusta, un gruppo di subacquei ha individuato un relitto che riporta la memoria alla fase più drammatica della guerra nel Mediterraneo: a 67 metri di profondità giace un Douglas C‑47 della Seconda Guerra Mondiale, adagiato su un fondo fangoso e segnato dal passaggio delle reti da pesca.
A scoprirlo sono stati Fabio Portella e Linda Pasolli del Diving Capo Murro. Il bimotore si trova a circa un miglio da Capo Campolato e si presenta in assetto di volo, parzialmente danneggiato e ricoperto da fango e da varie reti da strascico. La parte superiore della fusoliera risulta compromessa proprio dall’azione delle reti: appare scoperchiata per tutta la sua lunghezza. Nonostante le condizioni, l’identificazione del Douglas C‑47 è stata possibile grazie ad alcuni particolari costruttivi rimasti ben visibili: la forma e le dimensioni dei finestrini con il foro centrale, il portello di uscita ausiliaria con la relativa leva di apertura e gli occhielli metallici per il fissaggio delle attrezzature all’interno del vano di carico.

«Il ritrovamento di questo velivolo conferma ancora una volta la presenza di numerose testimonianze del recente passato nei fondali siracusani», ha dichiarato l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. «L’instancabile lavoro di ricerca e documentazione della Soprintendenza del Mare e del team di subacquei siracusani ci consente di avere un quadro ancora più chiaro delle dinamiche di battaglia dell’ultimo conflitto mondiale».
Secondo Scarpinato, l’identificazione dei relitti rappresenta anche un passaggio decisivo sul piano della tutela: «Consente di mettere in atto una più precisa azione di protezione per un patrimonio sommerso che testimonia in maniera significativa le vicende che hanno contrassegnato la Sicilia nel corso della Seconda Guerra Mondiale».
Le ricerche subacquee e d’archivio sono state condotte, con la supervisione della Soprintendenza del Mare, da Fabio Portella, Linda Pasolli e Marco Gargari. Il Douglas C‑47, aereo da trasporto statunitense impiegato in numerosi teatri operativi, fu uno dei velivoli simbolo della logistica alleata: dei circa 13.000 esemplari costruiti, 49 risultano caduti in Sicilia, 41 dei quali durante l’Operazione Husky. Tra questi, 31 sono precipitati lungo la costa del Canale di Sicilia e 10 sulla costa ionica.
Proprio su quest’ultimo fronte si colloca l’ipotesi storica che accompagna il nuovo ritrovamento. I C‑47 della costa ionica sarebbero stati abbattuti dalla contraerea — probabilmente per fuoco amico — durante l’Operazione Fustian, nella notte del 13 luglio 1943. La missione prevedeva il lancio dei paracadutisti britannici della 1st Parachute Brigade, incaricati di conquistare il ponte di Primosole sul fiume Simeto: un obiettivo strategico per l’avanzata alleata in Sicilia.
Ora il relitto di Brucoli si aggiunge a un mosaico di tracce sommerse che, a distanza di oltre ottant’anni, continuano a restituire elementi utili alla ricostruzione storica e a richiamare l’attenzione sulla necessità di salvaguardare un patrimonio fragile, esposto tanto al tempo quanto alle attività umane.
