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Il caso

Il carcere “scoppia”: arriva il Garante per la tutela dei diritti dei detenuti

Caltagirone: con oltre 430 detenuti e un organico di polizia penitenziaria sottodimensionato, la casa circondariale affronta una crisi senza precedenti. Sarà istituita una figura per vigilare su dignità, cure e percorsi di reinserimento

04 Febbraio 2026, 07:00

Il carcere “scoppia”: arriva il Garante per la tutela dei diritti dei detenuti

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Oggi la casa circondariale di Caltagirone “scoppia”, con oltre 430 detenuti, che in alcune circostanze raggiungono pure quota 450. Una situazione, questa, che in Sicilia non riguarda soltanto l’istituto penitenziario calatino. Ma, in questo caso, il detto “mal comune, mezzo gaudio” non serve certo ad attenuare le problematiche, che riguardano soprattutto la vivibilità, pur in presenza di una bella realtà scolastica e di tante iniziative rieducative e socializzanti che connotano il carcere calatino.

A soffrire non sono soltanto i reclusi, ma anche gli stessi agenti di polizia penitenziaria, peraltro presenti in numero nettamente inferiore a quanto previsto nell’organico, e costretti a operare in condizioni difficili. Prendersi cura di chi sconta il proprio debito con la giustizia significa anche pensare concretamente a garantire le possibilità di un suo rientro nella società, puntando ad assicurare, a chi sta dietro le sbarre, il rispetto dei diritti oltre che a pretendere l’adempimento dei doveri.

In quest’ottica il Comune di Caltagirone si doterà della figura del Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale, vale a dire l’anello di congiunzione tra le realtà di privazione della libertà, in particolare il carcere, e la città. Il suo ruolo è di garanzia, osservazione e dialogo rispetto alla salvaguardia di diritti e comportamenti conformi alla legge. A decidere l’istituzione del Garante è stato il Consiglio, dando l’ok alla proposta di regolamento per l’istituzione e la disciplina di questo organo presentata dalla Giunta, così come modificata con un emendamento del centrodestra che assegna al Consiglio, e non al potere di nomina del sindaco, il compito di eleggere il Garante.

Tutti d’accordo - anche in prima commissione si era registrato un sì unanime - sull’importanza di questa figura. Divergenze di vedute, invece, sulle modalità attraverso cui giungere alla sua individuazione. Da una parte la posizione dei consiglieri del centrodestra, risultata numericamente maggioritaria - l’emendamento è stato approvato con 8 sì e 6 no - che hanno ritenuto quella di riconoscere al civico consesso questa prerogativa come “la migliore soluzione, nella certezza che l’assise, pienamente legittimata a farlo, saprà compiere una valutazione attenta e giungere a una scelta pienamente responsabile”. Tesi, questa, sostenuta da Ivana La Pera (che ha proposto l’emendamento), Francesco Caristia, Sergio Gruttadauria e Antonio Montemagno.

Dall’altra parte i consiglieri del centrosinistra, con Luigi Failla che ha affermato che l’emendamento “sminuisce la figura del Garante, tradendone lo spirito di alto profilo e valore civico”, e Pia Giardinelli, che si è augurata che “per lo meno, su una nomina di così elevato rilievo, si trovi l’unanimità”. Il provvedimento era stato illustrato dall’assessore alla Legalità, Giuseppe Fiorito, che aveva sottolineato come l’iniziativa ponga al centro “la tutela della persona e della sua dignità” e si collochi “in armonia con l’ordinamento giuridico in materia di riconoscimento e garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo”. Il compito del Garante, come recita il regolamento, è quello di operare “per migliorare le condizioni di vita e di reinserimento sociale dei reclusi” attraverso molteplici attività, anche di sensibilizzazione, di partecipazione alla vita civile, di promozione della fruizione dei servizi della comunità e di esame di eventuali segnalazioni.

Il Consiglio ha, infine, rinviato a maggioranza - favorevole il centrodestra, contrario il centrosinistra - la trattazione del secondo argomento all’odg: la mozione di indirizzo, presentata dai consiglieri del centrosinistra - prima firmataria Greta Bonanno - inerente l’educazione sessuo-affettiva obbligatoria in tutti i gradi della scuola dell’obbligo.