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Il post ciclone

S. Tecla, il fango non ferma il cuore di volontari e cittadini

Acireale. Volontari e cittadini comuni - inclusi i migranti dei progetti Sai - hanno lavorato senza sosta per liberare le case dai detriti. Il sindaco Barbagallo: «Gesto per fare rete e ripartire»

03 Febbraio 2026, 21:40

S. Tecla, il fango non ferma il cuore di volontari e cittadini

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Le tonnellate di masserie recuperate dai volontari dalle abitazioni distrutte dal passaggio della mareggiata ammucchiate in strada, è l’immagine impietosa del ciclone Harry nella borgata marinara di Santa Tecla. La giornata di pulizia e sgombero degli immobili danneggiati - dopo quella svoltasi nella vicina Stazzo - ha riunito un centinaio di volenterosi di varie associazioni e cittadini comuni, impegnati per tutta la mattinata nel recupero di suppellettili dalle abitazioni, caricati su scarrabili e conferiti in discarica.

Tra via Argenta e via Ascanio, il mare in tempesta ha cancellato i sacrifici di una vita, radendo al suolo case e attività commerciali, lungo tutta la linea del litorale più esposta alla furia del maltempo. Il mare grosso, con onde alte sino a sei metri, ha pescato grossi macigni dalla battigia scaraventandole sugli immobili fronte mare, demolendo i muraglioni perimetrali delle abitazioni al pian terreno, allagando garage e cantine. «Una cosa mai vista», commentano perplessi gli anziani che di mareggiate ne hanno fronteggiate in passato, ma mai di questa portata.

Giovani e meno giovani, hanno aiutato i proprietari a liberare le abitazioni da mobili ed elettrodomestici irrecuperabili, spalando fango e detriti. Anche i ragazzi stranieri inseriti nei progetti Sai (Sicurezza, accoglienza, integrazione) hanno dato il loro contributo. Heshaim Amar, di nazionalità egiziana, è uno di loro: «Sensibilizzati dal disastro che ha colpito la popolazione - spiega - abbiamo avvertito l’esigenza di dare un aiuto a quanti hanno subito danni». Con il passare dei giorni il quadro dei danneggiamenti nelle strutture pubbliche e private si delinea e cresce nell’ordine di milioni di euro: trenta milioni per le frazioni di Capo Mulini, Santa Maria La Scala, Santa Tecla, Stazzo e Pozzillo. Altri venti milioni saranno necessari per riabilitare gli ormeggi nelle aree portuali, sfigurati dalla furia della burrasca.

Oggi il Genio civile verificherà i danni e abbozzerà un piano di ripristino delle portualità acesi. Il lavoro dei tanti volontari impegnati nelle opere di pulizia e sgombero degli immobili, mette in risalto il senso di comunità. «L’impegno del mondo associativo e del volontariato - afferma il sindaco Roberto Barbagallo - è fondamentale per fare rete. Un gesto concreto di solidarietà e un primo significativo passo per aiutare anche Santa Tecla, ad avviare un percorso di ripristino delle condizioni di viabilità».