I numeri a Palermo
Denuncia dei 5 stelle: «Asili nido, svantaggiato un pezzo della città»
Il dislivello viene segnalato su più fronti: dalla collocazione delle strutture al sistema dei voucher per i nidi privati convenzionati fino agli orari di apertura
Può l'accesso ai servizi educativi per la prima infanzia dipendere dal quartiere di nascita? È questo l'interrogativo sollevato dal gruppo consiliare del Movimento 5 stelle in seguito di un’analisi condotta sul territorio del capoluogo: il quadro che ne deriva è una persistente disuguaglianza nella distribuzione delle strutture scolastiche, che colpisce soprattutto i residenti della II e III circoscrizione, l’area sud della città. Il dislivello viene segnalato su più fronti: dalla collocazione, appunto, delle strutture, al sistema dei voucher per i nidi privati convenzionati fino agli orari di apertura. A parlare è il confronto dei numeri relativi alla popolazione residente e all’offerta degli asili nido 0-3 anni: il sud della città ha il 73% di bambini in più rispetto al centro, eppure l’indice di copertura potenziale che si registra in seconda circoscrizione è pari al 2,5% e al 3,7% in terza, contro una media superiore all’11% in VI e VII. La distribuzione degli asili nido mostra una forte concentrazione dell'offerta nelle zone centrali (asse Libertà- Notarbartolo- Sciuti) senza reali incentivi all’apertura dei nidi nelle periferie.
«Al netto dei proclami dell’amministrazione i numeri raccontano una realtà diversa – spiega Antonino Randazzo, consigliere comunale M5S - è vero che ci sono stati degli aumenti ma l’incremento dei posti negli asili nido non ha riguardato né la seconda né la terza circoscrizione. Proprio nei quartieri di Palermo sud le difficoltà permangono».
Uno dei punti critici riguarda anche il sistema dei voucher per i nidi privati convenzionati, presentati per abbattere le liste d’attesa. In realtà, secondo il dossier presentato dal gruppo consiliare penta stellato, nella III circoscrizione non esiste nemmeno un nido privato convenzionato: ciò comporterebbe, a detta di Randazzo, «centinaia di buoni potenzialmente disponibili, ma nessuna struttura sul territorio in cui utilizzarli. I voucher sono aumentati, ma dove dovrebbero essere spesi?».
Un’altra problematica riscontrata è quella degli orari di apertura. In III circoscrizione, il 75% delle strutture (3 su 4) chiude alle 13.30, mentre l’orario prolungato fino alle 17.30 è garantito quasi esclusivamente nelle circoscrizioni del centro. Anche questo, creerebbe disagi in merito alla possibilità di conciliare lavoro e genitorialità. Ma la carenza in II circoscrizione riguarda soprattutto la fascia 0-12 mesi: sul territorio i posti disponibili per i lattanti sono zero. A seguire, la III ne conta appena quattro, a fronte di una domanda che coinvolge migliaia di bambini.
«Abbiamo rappresentato queste criticità al sindaco Lagalla e all’assessore Tamajo – conclude – chiedendo interventi immediati: dall’estensione dell’orario di apertura a campagne mirate per incentivare aperture nelle periferie. Questo divario va riequilibrato, non bisogna lasciare ancora una volta Palermo sud indietro».