ispettorato del lavoro
Telecamere abusive, lavoratori in nero e zero sicurezza: i carabinieri setacciano le case di riposo, 3 titolari nei guai
Pesante il bilancio dei controlli: denunce alla magistratura e multe per 100mila euro
Quattro lavoratori “in nero” e altri 6 irregolarmente assunti e gravi violazioni di carattere amministrativo, penale e sanitario. Tre le persone denunciate in stato di libertà alle Procure di Agrigento e Sciacca, ed elevate multe per oltre 100.000 euro.
Sono impressionanti i risultati ottenuti dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro del Comando provinciale di Agrigento, collaborati dai reparti territoriali dell’Arma, nella “raffica” di controlli effettuati in case di riposo e comunità alloggio per anziani della provincia agrigentina.
A finire nei guai un sessantenne, titolare di una casa di riposo, ritenuto responsabile di omessa sorveglianza sanitaria, per non avere consegnato i dispositivi di protezione individuale e per mancata formazione ed informazione; una trentacinquenne, presidente del Consiglio di amministrazione di una cooperativa sociale, per non avere designato il Rspp (Responsabile del servizio di prevenzione e protezione), per omessa redazione del Dvr (Documento di valutazione dei rischi), per omessa sorveglianza sanitaria e mancata formazione e informazione; un cinquantenne, anche lui presidente del Consiglio di amministrazione di una cooperativa sociale, per utilizzo sistema video sorveglianza privo di autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Agrigento.
I blitz sono scattati per verificare le condizioni delle residenze. Controllato il personale in servizio, le autorizzazioni sanitarie per offrire assistenza e l'intera documentazione in possesso dei responsabili per esercitare. I carabinieri hanno setacciato tutti i locali ed ispezionato le stanze che ospitavano gli anziani. Per fortuna gli ospiti sono stati trovati in buone condizioni. Verificata la posizione di 13 lavoratori di cui, appunto, 4 risultati in nero e 6 irregolarmente assunti. Complessivamente contestate sanzioni amministrative per un totale di 85.000 euro ed elevate ammende per 18.000 euro.
Le relazioni sugli esiti delle ispezioni sono finite sui tavoli degli Enti competenti per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti del caso.