4 febbraio 2026 - Aggiornato alle 08:28
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“viaggio” in periferia

Via Algeri, il crollo quotidiano: case che si sbriciolano e famiglie dimenticate

Strada simbolo del degrado urbano a Siracusa: palazzi che si sgretolano, intonaci che cadono, appartamenti insicuri. I residenti convivono con il pericolo quotidiano e denunciano anni di abbandono istituzionale

04 Febbraio 2026, 06:30

Via Algeri, il crollo quotidiano: case che si sbriciolano e famiglie dimenticate

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Alla fine di via Algeri c'è Gesù. È fatto di pietra, alza le mani al cielo come per chiedere un aiuto divino per coloro che vivono nella case gruviera. Via via che si scende verso la coda terminale della strada, la “pelle” dei palazzi si sbriciola, l'intonaco cade, l'anima di ferro viene fuori. E se ancora l'aspetto delle palazzine malandate di via Algeri che si affacciano sulla strada sembrano afflitte da un' acne edilizio, la parte dei condominii che dà sul mare è come divorata dalla cancrena.

«E questo è niente – ci trascina per il gomito Filippo – salite a guardare con i vostri occhi in che case abitiamo». I citofoni accanto ai portoni sono sfondati e divelti, le scale fresche di mocio ma l'intonaco cade a pezzi. Ad ogni gomito di scala si rischia che il cemento ti cada addosso. Le case di via Algeri sono tenute spesso a specchio, qui ci tengono a contrastare l'abbandono esterno con la cura interna. Filippo ci mostra il pavimento dalle piastrelle sollevate, e il capolavoro tragico del bagno: se ti siedi sulla tazza del wc, rischi che i mattoni ti cadano sopra dal soffitto sfondato.

In un altro appartamento «sono venuti gli operai a sistemare i tubi, ma hanno lasciato un buco nel muro». Sarà che ci si abitua, alla lunga, ma più che un buco è una voragine: «Mia figlia piccola potrebbe caderci dentro». E non va meglio nelle palazzine definite “fantasma” perché, pare, non accatastate: si cucina con la polvere di cemento che cade dai tetti, si attraversano corridoi come zone di guerra.

I bambini, in fondo al budello cieco di via Algeri, non giocano sui marciapiedi «perché i balconi cadono a pezzi», non attraversano i sottopassaggi perché «rischiano di finire schiacciati». Gli adulti qui rivelano che «i politici vengono solo a fare passarella per le elezioni, ma la prossima volta li prendiamo a calci nel c*lo».

All'inizio di via Algeri sul fianco di un palazzo tempo fa è stato realizzato un murales gigante che rappresenta Santa Lucia in chiave moderna. La lapide finale al racconto della via la appone Pino, con una ferocia popolare disincantata: «Luciuzza nostra, che adoriamo, purtroppo è cieca, perché se vedesse in che condizioni è questa zona, abbandonata da dio e dagli uomini, salterebbe giù dalla parete e se ne scapperebbe lontano senza tornare mai più».

In fondo alla via intanto la statua di Gesù resta, nell'impresa difficilissima di proteggere le palazzine sfortunate.