4 febbraio 2026 - Aggiornato alle 09:38
×

Giornata mondiale contro il cancro

Oncologi e nutrizionisti: «Lo stile di vita è parte della terapia»

Dalla prevenzione primaria alla fase di follow-up, nutrizione e comportamenti salutari influenzano i principali meccanismi biologici coinvolti nello sviluppo delle neoplasie

04 Febbraio 2026, 07:44

Oncologi e nutrizionisti: «Lo stile di vita è parte della terapia»

Seguici su

Nutrizione e corretto stile di vita non possono essere considerati interventi complementari, ma parte integrante dell’intero continuum oncologico che comprende prevenzione primaria, fase di cura e prevenzione terziaria nei lungo-sopravviventi. Oggi, in concomitanza con la Giornata Mondiale contro il Cancro, i sanitari richiamano l’attenzione su una visione integrata della prevenzione e della cura oncologica, che affianchi ai progressi diagnostici e terapeutici la valorizzazione dei fattori modificabili di rischio.

«L’alimentazione, insieme all’attività fisica, al controllo del peso corporeo, consumo di alcol e abitudine al fumo, contribuisce in modo significativo ad influenzare l’incidenza dei tumori, l’andamento della malattia e la salute a lungo termine dei pazienti. Tali fattori, definiti modificabili, agiscono su vie biologiche comuni a molte neoplasie, indipendentemente dall’organo di origine, in quanto influenzano la modulazione di processi biologici chiave, quali infiammazione cronica, assetto ormonale, metabolismo insulinico, composizione corporea e integrità del microbiota intestinale» afferma Consuelo Saggio, biologa nutrizionista specializzata in nutrizione oncologica.

Sotto l'aspetto dell’alimentazione, fanno testo le raccomandazioni elaborate dal World Cancer Research Fund e dall’American Institute for Cancer Research che hanno definito linee guida aggiornate per la prevenzione oncologica. Queste raccomandazioni indicano che un’alimentazione associata a un minor rischio di ammalarsi di cancro dovrebbe essere prevalentemente basata su cereali integrali, legumi, verdure, frutta, frutta secca e semi oleosi, prevedere un consumo limitato di carne rossa, evitare carni conservate e bevande zuccherate, contenere pochi zuccheri semplici e grassi e non includere il consumo di alcol.

Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di ridurre il rischio di sviluppare un tumore attraverso l’alimentazione e lo stile di vita. «Le evidenze scientifiche attuali – aggiunge l'oncologo - indicano che non esistono alimenti o regimi alimentari in grado di garantire una protezione assoluta ma che il rischio oncologico è fortemente influenzato da esposizioni cumulative nel tempo, legate alla qualità complessiva della dieta, al livello di attività fisica, al peso corporeo e ad altri comportamenti modificabili. È stato stimato che l’adesione ad un modello alimentare di tipo mediterraneo, associato alla pratica quotidiana di almeno 30–60 minuti di attività fisica, potrebbe ridurre fino a circa un terzo l’incidenza dei tumori maligni».

«L’alimentazione riguarda anche il tumore del polmone - dichiara Antonino Carmelo Tralongo, dirigente medico della Unità Operativa Complessa di Oncologia dell’ospedale Umberto I – in quanto è possibile che l’apporto di grassi possa avere un ruolo nella insorgenza del tumore polmonare. Queste indicazioni derivano da uno studio, denominato PLCO trial, che ha analizzato gli effetti nel corso degli anni dello screening sulla mortalità correlata ai vari tipi di tumore negli uomini e nelle donne di età compresa tra 55 e 74 anni e che prevedeva anche valutazioni annuali della dieta, attraverso questionari ad hoc. I risultati indicano che una dieta a basso contenuto di grassi potrebbe avere un effetto protettivo nei confronti del tumore mentre un loro eccesso ne potrebbe aumentare il rischio». Nutrizione e stile di vita, insomma, non devono essere considerati elementi accessori, ma componenti integrate della strategia oncologica, dalla prevenzione alla cura fino alla sopravvivenza.

Gli oncologi sostengono che, in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, ribadire questo ruolo significa promuovere un approccio alla malattia che non si limiti al trattamento del tumore.