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Caso Invitalia «senza contratto ai Cantieri», il giallo della concessione

Il direttore generale risponde alle ipotesi di presenza abusiva della società ai Cantieri: «C’è un comodato» Ma l’accordo non risulta al Patrimonio a parte una direttiva del sindaco e un protocollo per i progetti di partenariato

04 Febbraio 2026, 06:45

Caso Invitalia  «senza contratto ai Cantieri», il giallo della concessione

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La nota va letta alla luce della risposta data dal capo area del Patrimonio Luigi Galatioto all’esplicita richiesta del sindaco Roberto Lagalla sull’esistenza o meno di titoli concessori. Galatioto ha risposto che no, nessun atto o contratto esiste. Qualche ora fa l’area Cultura, responsabile della gestione dei Cantieri, ha inviato al Patrimonio due documenti, datati rispettivamente 27 dicembre 2023 e 28 agosto 2024: una direttiva del sindaco che esprime la volontà di assegnare i locali delle Botteghe storiche 2 e del Ridotto del De Seta, con l’invito al capo area Cultura di procedere agli adempimenti; e il protocollo di intesa sul progetto congiunto, firmato da Rizzuto per il Comune e da Luigi Gallo per Invitalia. L’atto di concessione, al Patrimonio, non è venuto a galla e non è stato allegato neppure adesso. L’individuazione, almeno, dei locali, servirà al Patrimonio per calcolare l’esatto importo delle morosità. Ceglia risponde all’interrogazione di nove consiglieri di opposizione sul caso di Massimo Rizzuto, il dirigente di nomina fiduciaria segnalato prima dal verbale tecnico dell’ufficio tributi e poi dal ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile che lo “accusano” di aver interferito, il 6 giugno scorso, in occasione dell’inaugurazione del progetto “Hub Giovani e Impresa”.

L’incipit non cela irritazione nei confronti di Basile e della capo area dei Tributi Maria Mandalà, quest’ultima con il dirigente Tari Fabrizio La Malfa sull’altra barricata della “guerra dei tributi” che ha preso le mosse da una nota di contestazione sui criteri di progressione verticale.

Scrive Ceglia: «Anomala la segnalazione della capo area al collega della Ragioneria generale e ancor più anomalo l’esplicito invito: “Per opportuna conoscenza, al rientro dalle ferie di Fabrizio La Malfa credo si debba procedere ad una segnalazione disciplinare a carico del dottor Massimo Rizzuto”». Come è noto, la mancata sottoposizione a procedimento di Rizzuto è uno dei punti più controversi della “guerra”. «L’anomalia - spiega Ceglia - è l’avere voluto attribuire al ragioniere generale una competenza che non ha». Quindi Ceglia, dopo aver evocato la concessione e la nota dell’assessorato al Personale a firma di Antonella Ferrara - anche questa contestatissima - dichiara di «aver ritenuto che non sussistessero i presupposti di fatto e di diritto per l’avvio di un’azione disciplinare».

Per Giulia Argiroffi e Ugo Forello di Oso «la risposta aggiunge un ulteriore elemento di estrema gravità: si afferma infatti che, nel corso del sopralluogo, Rizzuto avrebbe prodotto un presunto “contratto di concessione d’uso gratuito”. Un documento che non risulta citato in alcuna relazione dei tecnici presenti, che non compare in alcun protocollo d’intesa, che non è noto all’ufficio Patrimonio e che, di fatto, nessuno ha mai visto. Siamo dunque di fronte a un bivio gravissimo: o i tecnici dell’ufficio Tributi, il ragioniere generale, il dirigente dell’area Tributi e il dirigente dell’area Patrimonio hanno dichiarato il falso nelle loro relazioni ufficiali, oppure il dottor Rizzuto dichiara il falso. Ciò che desta la maggiore preoccupazione è che proprio gli organi chiamati a garantire la legalità, la trasparenza, la prevenzione della corruzione, sembrino preferire dare credito alle dichiarazioni di un singolo dirigente, anziché tutelare i funzionari che hanno segnalato fatti gravissimi».