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l'inchiesta

I tre cacciatori uccisi nei Nebrodi, c'è un indagato: cosa sappiamo della svolta dell'indagine

Non si tratterebbe di un incidente ma di una vera e propria esecuzione, anche sul movente i carabinieri del Comando provinciale di Messina avrebbe trovato una pista che sembra quella giusta

03 Febbraio 2026, 20:38

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I tre cacciatori uccisi nei Nebrodi, c'è un indagato: cosa sappiamo della svolta dell'indagine

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C'è un indagato. La procura di Patti ha aperto un fascicolo contro una “persona nota”, è questa la formula del modello 21. Nessuna conferma sull'identità. Ma l'attenzione è focalizzata sul quarto uomo. Non ci sono più dubbi, infatti, che ci sia un superstite nella sparatoria di mercoledì mattina nella campagna di Montagnareale. Ormai manca poco perché la ricostruzione della dinamica venga confermata dalle analisi del Ris di Messina. Quel che resta da ricostruire è il perché, il movente che ha scatenato la sparatoria da far west sulle campagne dei Nebrodi.

All'alba del 28 gennaio i due fratelli, Davis e Giuseppe Pino, di 26 e 44 anni, sono partiti da San Pier Niceto per andare in avanscoperta nella campagna di Montagnareale. Una zona piena di cinghiali selvatici. Qui spessissimo scoppiano liti perché i cacciatori si inoltrano in terreni privati per sparare ad animali di proprietà. Sono noti da queste parti anche i furti di bestiame poi rivenduti nel mercato nero, senza tracciamento. Il movente però resta ancora senza risposte.

Intanto alcuni tasselli fermi ci sono. Il fratello maggiore, Giuseppe, è stato ucciso per primo. Davis per ultimo. Ed è stato ferito da un primo colpo, poi qualcuno si è avvicinato e gli ha inferto il colpo finale. L'anziano, Antonio Gatani, di 82 anni, è stato colpito all'addome, esattamente come gli altri due. Per questo è escluso che sia stato lui a “finire” Davis: nell'ipotesi che fosse stato ucciso dal fratello più giovane mentre si allontanava, il colpo sarebbe stato alle spalle. Per questo è ormai certa la presenza del quarto uomo. Così com'è certo che Gatani sia andato a caccia accompagnato da qualcuno. È lui il quarto uomo?

Interrogato nei giorni scorsi dalla procura di Patti e dai carabinieri, ha detto di avere soltanto portato l'82enne fin lì ed è poi andato via. Ma nessuno va in quella zona a caccia da solo, i cinghiali sono molto aggressivi e si va sempre in gruppo. La sua versione non regge di fronte ai dettagli che via via si stanno accumulando.

Chiunque si trovasse in quel momento in contrada Caristia a pochi metri da Montagnareale è andato via senza dare l'allarme. A darlo, intorno alle 11, è stato un uomo che per caso passava da lì in motocross ed ha chiamato il 112, subito dopo aver visto il primo cadavere. Una volta sul posto sono stati i carabinieri a rintracciare gli altri due corpi. Erano tutti in linea retta, a distanza di 30 metri l'uno dall'altro.

Ai due capi Giuseppe Pino e Gatani, in mezzo Davis. Intanto sui Nebrodi c'è sempre maggiore agitazione. Nei paesi coinvolti dal triplice omicidio ci si attende un'evoluzione della vicenda, con l'arresto dell'ipotetico quarto uomo, da un momento all'altro. Ma per gli esiti degli esami balistici ci vorrà ancora un po' di tempo. Nel pomeriggio di oggi, intanto, i magistrati faranno un nuovo focus con gli esperti del Ris e i medici legali, per un'attenta valutazione degli elementi finora ottenuti. Angelo Cavallo, capo della procura di Patti, non svela nessun particolare. In procinto di andare alla guida della procura di Termini Imerese, questo è il suo ultimo grosso incarico a Patti, e cercherà di risolverlo con un quadro probatorio quanto più dettagliato. Nel frattempo, le famiglie dei fratelli Pino e il figlio di Gatani restano col fiato sospeso.

I carabinieri di Patti hanno disposto il sequestro dei fucili da caccia appartenenti a un amico di Antonio Gatani. L’uomo, che secondo le ricostruzioni avrebbe accompagnato Gatani sul luogo della strage, si sarebbe allontanato prima dell’inizio della sparatoria. Stando a indiscrezioni, analoghi provvedimenti avrebbero interessato anche le armi di altri compagni di battuta dell’anziano.