Cronaca
Acate, pony seviziata e trascinata lungo la strada sino a morire: processo nel vivo
L'animalista Battaglia: "Com'è possibile che una brutalità del genere nasca da persone che stanno accanto a noi, animando la nostra quotidianità?"
Due tragici scatti che testimoniano quanto accadde
"Non un incidente, non un attimo di distrazione: una pony femmina rubata e legata a un’auto, costretta a correre fino allo sfinimento, fino al collasso. Un gesto che richiede tempo, che si consuma minuto dopo minuto, mentre le grida di dolore si fanno sempre più intense e la sofferenza cresce e diventa evidente. E proprio per questo si deve parlare di responsabilità piena, non di fatalità". Così l'animalista Biagio Battaglia a commento della vicenda che è ritornata di nuovo d'attualità dopo che è iniziato il processo a carico del presunto responsabile di questo atto tragico. Il 35enne che deve rispondere di quanto accaduto è stato ammesso al rito abbreviato dal giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, Elio Manenti.
"Chi ha compiuto questo atto - continua Battaglia - ha deciso di non fermarsi. Ha scelto di ignorare la paura, il dolore, la stanchezza – lo strazio infernale – di una innocua cavallina che non aveva alcuna possibilità di difendersi. È questa continuità della violenza che rende la vicenda così grave, così difficile da accettare, così impossibile da minimizzare. Raccontare questa storia significa chiamare le cose con il loro nome. Significa dire che la morte di questa pony non è stata una conseguenza casuale e scollegata, ma il risultato diretto di un comportamento consapevole e brutale. Adesso che si è aperto il processo, non può esserci spazio per ambiguità. C’è solo il dovere di riconoscere la gravità di ciò che è accaduto e di pretendere che a una violenza così evidente corrisponda una responsabilità altrettanto chiara".
"E resta una domanda che ci riguarda tutti - conclude Battaglia - com’è possibile che una brutalità, una malvagia e una insensibilità di questo livello nasca dentro le nostre comunità, nei nostri paesi, nelle nostre città, da parte di persone che vivono accanto a noi ogni giorno?".