il caso
Capitale della cultura e della delusione: Agrigento 2025 e il flop del turismo che non decolla
Come da una previsione di tre milioni si è arrivati ad un dato identico (se non peggiore) di quello del 2024
Le prospettive, almeno nelle parole e negli investimenti – nell'ordine di diversi milioni di euro - erano di sicuro diverse. Magari non quelle del sindaco Franco Miccichè che per il 2025, l'anno in cui Agrigento è stata Capitale italiana della cultura, aveva previsto addirittura tre milioni di presenze, ma di sicuro si aspettavano dati migliori. E invece dai numeri diffusi dal Distretto Turistico Valle dei Templi, basati sui dati dell'Osservatorio regionale, c'è stato addirittura un calo. Piccolo, ma pur sempre calo, se pensiamo ai mille e passa eventi di Agrigento Capitale italiana della cultura 2025 e al volume degli investimenti. Le presenze in tutta la provincia sono state 1.726.583 (mentre nel 2024 erano state 1.744.553: –1,03%).
Secondo il DMO si tratta di “riequilibrio nella composizione della domanda”. In sostanza sono mancati gli italiani – nel 2025 c'era la concorrenza del Giubileo a Roma – mentre il turismo internazionale ha registrato quasi 800 mila presenze con un incremento del +4,27%. Gli italiani sono invece calati del 5,14% (da 982.747 del 2024 a 932.264 presenze del 2025). Tra i mercati internazionali, il trend più rilevante è quello degli Stati Uniti, che nel 2025 si sono confermati terzo Paese per presenze con 103.227 (+15,9% rispetto al 2024 e con una permanenza media di 3,8 notti), la più elevata tra i principali Paesi esteri, davanti a Regno Unito (3,4) e Germania (3,2).
«L'andamento del 2025 conferma l'efficacia delle strategie di posizionamento internazionale e delle attività di promozione territoriale portate avanti dalla DMO – Distretto Turistico Valle dei Templi - ha detto l'amministratore Fabrizio La Gaipa diffondendo i dati - con un focus crescente sui mercati ad alto potenziale e ad alta capacità di spesa, in particolare il Nord America. La crescita del mercato USA, unita all'aumento della permanenza media degli stranieri, indica che la destinazione Agrigento e la Costa del Mito si stanno consolidando non solo come meta di visita, ma come destinazione di soggiorno, capace di attrarre flussi più qualificati e di generare ricadute economiche più consistenti sull'intera filiera dell'accoglienza. Accanto agli Stati Uniti, il 2025 evidenzia un rafforzamento dei mercati anglosassoni e centro-nordeuropei: Regno Unito (+12,3%; +6.402) e Germania (+7,0%; +11.384) confermano una traiettoria positiva, insieme a mercati emergenti come Polonia (+23,8%) e Paesi Bassi (+15,0%), coerenti con un turismo culturale ed esperienziale. Il dato del nostro territorio è sostanzialmente in linea con quanto riscontrato nel resto della Sicilia – ha aggiunto Fabrizio La Gaipa -. Il 2024 era stato un anno di grande espansione e il 2025, nonostante la crisi economica diffusa e le tensioni internazionali, ha sostanzialmente tenuto. Il dato più incoraggiante è la crescita strutturale dei mercati esteri e, in particolare, il salto di qualità del mercato statunitense».
Calma piatta invece per Agrigento che tra il 2024 e il 2025 non ha praticamente visto alcuna differenza (anzi, c'è stato un calo): nel 2024 nella città dei Templi gli arrivi erano stati 241.600, nel 2025 235.218, le presenze nel 2024 erano state 401.660, nel 2025 invece 401.786. Come se la Capitale della Cultura non avesse dato alcun beneficio all'economia del territorio, sintomo di una occasione storica perduta. Senza contare che il numero di notti medie (1,71) è rimasto troppo basso confermando che il turismo "mordi e fuggi" è una caratteristica del territorio: non è un caso che nella Valle dei Templi gli ingressi annui siano intorno al milione di visitatori: questo perché Agrigento è una tappa di transito brevissimo, legato al Parco archeologico, senza riuscire a trattenere il turista per due notti complete.
Sempre su Agrigento città da notare come siano calati anche gli stranieri (da 124 mila a 117 mila): significa che la città sta diventando meno attraente (anche) per il mercato internazionale e dipende fortemente dal turismo italiano che è però caratterizzato da soggiorni brevissimi (spesso una sola notte).
Dati insomma deludenti che Francesco Picarella, presidente di Federalberghi Agrigento non nasconde: «I dati confermano le previsioni che abbiamo rilevato durante l'anno: la flessione del mercato italiano è stata sostanzialmente compensata dall'aumento dei flussi internazionali, con segnali incoraggianti anche sulla qualità della domanda, come l'allungamento della permanenza media. Detto questo, si poteva e si doveva fare di più. L'anno di Agrigento Capitale della Cultura avrebbe dovuto rappresentare un vero moltiplicatore di visibilità e un traino in grado di spostare il posizionamento della città e dell'intera provincia su un livello più alto e più stabile. Questo salto non si è manifestato con la forza attesa – ha aggiunto Picarella -. Ora serve un'analisi più approfondita dei dati per individuare con precisione dove abbiamo perso opportunità e dove, invece, possiamo accelerare».
«I dati relativi al 2025 - ha detto il sindaco Francesco Micciché - confermano la solidità e l’attrattività del territorio agrigentino, destinazione centrale e di rilievo nel panorama turistico siciliano, nazionale e internazionale. A fronte di una sostanziale stabilità delle presenze complessive, emerge un incoraggiante incremento del turismo internazionale, con un aumento della permanenza media. Ciò testimonia come sia sempre più qualificata l’offerta turistica di Agrigento e della Costa del Mito, condivisa e apprezzata, in particolare, dal mercato statunitense, dal Regno Unito, dalla Germania e dai Paesi del Centro-Nord Europa, con l’impennata della Corea del Sud per il capoluogo. La nostra identità culturale, paesaggistica e storica è capace di rivolgersi a un pubblico internazionale attento, interessato a trascorrere esperienze di viaggio autentiche e di qualità. La strategia di promozione mirata e il lavoro di squadra con la DMO – Distretto Turistico Valle dei Templi consolidano Agrigento come meta di soggiorno e non solo di visita. Ecco perché la città e la sua provincia si proiettano con fiducia verso i prossimi mesi, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la crescita internazionale e, allo stesso tempo, rilanciare il turismo italiano, puntando su servizi, accoglienza e valorizzazione del territorio».