il dramma
Il primo "censimento" edilizio su Niscemi dopo la frana: in zona rossa ben 880 edifici, 201 vanno demoliti subito
In tutto sono 1.606 gli sfollati, dalla Regione i primi 12 milioni. Maria, sfollata della frana del 1997: «Ora ospito la famiglia di mio figlio»
Il volto di Maria Galanti non è giovane come 29 anni fa quando il 12 ottobre del 1997 era «in via Buonarroti e ho cercato di recuperare quante più cose possibile dalla mia casa». Dopo anni si trova dall’altra parte della barricata, ad accogliere in casa sua il figlio, la nuora e i due nipoti. Una forma di accoglienza. «Speriamo che si ferma questa frana, non si può vivere con questo incubo». Lei una di coloro i quali sono fuggiti via dal quartiere Sante Croci e la casa della madre l’ha vista demolire così come prevedeva il protocollo dell’epoca.
Tra gli ex sfollati del tempo c’è anche Antonio Cancelleri che dopo la frana ha ricevuto un indennizzo per il terreno su cui ricadeva la sua abitazione: «È vero che c’erano dei piani abusivi - ha raccontato - ma ci fu una grande disparità. Ci sono stati quelli che con la frana hanno guadagnato, invece chi come me che non ha potuto acquistare una casa». La moglie Giuseppa Puzzo ogni giorno presidia piazza Vittorio Emanuele sperando che nella pioggia di soldi che arriverà in città uno spiraglio ci possa essere anche per loro. Ma questo sembra essere difficile, mentre c’è chi sta raccogliendo le firme.
Fin qui le storie. Ma ora bisogna pensare alla ripartenza. Di come restituire nel più breve tempo possibile una casa agli sfollati di Niscemi (oltre che permettere ai territori colpiti dal ciclone Harry di risollevarsi in vista della prossima stagione estiva) s’è discusso nell’ultima riunione a Palazzo d’Orléans della cabina di regia istituita dal presidente della Regione, Renato Schifani.
In particolare, sull’emergenza di Niscemi, l’assessorato regionale delle Infrastrutture ha informato i componenti della cabina di regia di aver reperito circa 13 milioni di euro (8 per il 2026 e 5 per il 2027) che potrebbero essere utilizzati per un avviso pubblico che finanzi, con contributi a fondo perduto, i cittadini sfollati per l’acquisto di una nuova casa.
«Una prevedibile vergogna», la definisce Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5S. «Il calcolo è presto fatto: basterà dividere i 13 milioni di annunciati da Schifani per le circa 500 famiglie che hanno perso la propria abitazione: 26mila euro è la cifra che ciascuna famiglia riceverà dalla Regione».
In qualità anche di commissario straordinario per l'emergenza nazionale, Schifani ha scritto al sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, affinché venga effettuata una ricognizione degli appartamenti vuoti o sfitti che possono essere assegnati a chi ha la propria nella zona rossa. Avviata anche una verifica degli alloggi Iacp che potrebbero essere assegnati in tempi brevi.
Ma qual è la situazione effettiva degli sfollati di Niscemi? La Sicilia ha avuto modo di leggere i numeri ufficiali, nel dettaglio.
Sono 1606 gli sfollati, i fabbricati che rientrano nella zona rossa che arriva ai 50 metri sono 201, quelli dalla fascia tra i 50 e i 100 metri sono 240 e quelli dai 100 ai 150 metri sono 439. In totale al momento sono quindi 880 i fabbricati che sono nella zona transennata. Un dato al momento è certo: quelli che rientrano nei 50 metri della frana - quindi 201 edifici - devono essere rasi al suolo ma al momento non si conosce il numero delle famiglie che qui vi abitavano. E sarà la prima emergenza dell’emergenza.