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L'indagine

Catania, Angelo Lombardo condannato per corruzione elettorale e assolto per concorso esterno

La sentenza del Tribunale chiude un dibattimento durato oltre dieci anni. L'inchiesta è quella parallela al fratello Raffaele, definitivamente assolto

04 Febbraio 2026, 12:18

18:29

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Non è sicuramente finita qua. Angelo Lombardo è stato condannato, per un solo episodio di corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso, a 2 anni e 3 mesi e 750 euro di multa. La contestazione riguarda le Regionali del 2008. L'imputato è stato, invece, assolto dal reato di concorso esterno all'associazione mafiosa perché "il fatto non sussiste". Il collegio ha assolto il politico autonomista, con la stessa formula, per un'altra corruzione elettorale (le politiche del 2008) ma aggravata dall'aver agevolato il clan Cappello. Il Tribunale di Catania ha dichiarato sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per la stessa contestazione di corruzione elettorale per le politiche del 2008. Il reato è stato dichiarato prescritto per effetto dell'esclusione dell'aggravante dell'aver agevolato la famiglia mafiosa di Cosa Nostra. 

Si chiude così il lungo dibattimento durato più di 10 anni. L'inchiesta, troncone dell'operazione Iblis del Ros, è parallela e collegata a quella che ha coinvolto il fratello Raffaele Lombardo che si è conclusa con una sentenza di assoluzione divenuta irrevocabile. L'ex governatore scelse, infatti, di essere giudicato con il rito abbreviato. 

La Procura ha chiesto nei confronti di Angelo Lombardo - ex deputato regionale e poi nazionale - la condanna a dieci anni di reclusione accusandolo di avere svolto un ruolo di "collegamento" tra imprenditori e Cosa nostra, ma senza poi mantenere le promesse e per questo i boss catanesi avrebbero organizzato un pestaggio ai suoi danni. I difensori, gli avvocati Pietro Granata e Calogero Licata, hanno chiesto l'assoluzione per tutte le contestazioni. La presidente del collegio, Anna Grazia Caserta, ha annunciato che le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni. Solo a quel punto si potranno fare le dovute analisi su quale pezzo dell'immane apparato probatorio - composto da intercettazioni, verbali di collaboratori e testimonianze di politici e imprenditori - abbia portato alla condanna per corruzione elettorale. Condanna che però va letta assieme alle altre due.  

Il Tribunale, infatti, ha accolto le richieste avanzate dal procuratore aggiunto Agata Santonocito e dal pm (applicato) Antonio Fanara e ha condannato per corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso il boss di Cosa Nostra, Enzo Aiello a 4 anni e 4 mesi e il geologo Giovanni Barbagallo a 3 anni e 2 mesi. I due sono stati anche interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. Appare molto probabile che un "peso" specifico nella sentenza di condanna lo abbiano avuto le conversazioni intercettate dai carabinieri durante la "scampagnata" organizzata dal geologo Barbagallo nel casolare di contrada Margherito per festeggiare la vittoria elettorale del fratello maggiore dei Lombardo. Il Ros registrò la presenza di Enzo Aiello, che aveva il ruolo di tenere i contatti con il mondo economico-finanziario e politico per conto della famiglia catanese di Cosa Nostra. Gli investigatori documentarono quell'appuntamento conviviale che è finito fra le prove regina dell'accusa. Angelo Lombardo, dalla ricostruzione della procura, avrebbe fatto promesse che poi non avrebbe mantenuto. E per questo sarebbe stato picchiato per ordine della famiglia mafiosa: una sorta di "lezione al sistema politico". L'imputato ha sempre negato il pestaggio. Ma, considerando l'assoluzione per concorso esterno, sarà interessante comprendere come il Tribunale ha valutato questo tassello del teorema della procura. 

Il Tribunale ha assolto, così come ha chiesto la procura etnea, il boss calatino ed ex sindaco di Castel di Judica Rosario Di Dio per non aver commesso il fatto. Sentenza assolutoria ("perché il fatto non sussiste") anche per il collaboratore di giustizia, Gaetano D'Aquino, ex killer e vertice del clan Cappello

Tutto cominciò oltre 20 anni fa. L'indagine portò nel 2012 alle dimissioni anticipate di Raffaele Lombardo dal ruolo di presidente della Regione Siciliana. Richieste di archiviazioni, stralci, imputazioni coatte hanno dato il là al processo che si è spacchettato in due filoni: abbreviato per l'ex governatore e ordinario per il fratello Angelo. Raffaele Lombardo, dopo una condanna del gup poi riformata in appello e annullata con rinvio dalla Cassazione, è stato definitivamente assolto tre anni fa. I destini giudiziari dei due fratelli si sono divisi. Ma non solo. Angelo Lombardo non ha più ricoperto ruoli istituzionali. Il testimone autonomista lo ha preso il figlio Giuseppe, che oggi è deputato regionale all'Ars dopo un'esperienza di assessore comunale di Catania.

Soddisfazione dei legali di Angelo Lombardo, gli avvocati Pietro Nicola Granata e Calogero Licata per il proscioglimento dall’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa, ritenuta la contestazione più pesante e cardine del procedimento. «Siamo, ovviamente, molto soddisfatti per l’assoluzione dell’on. Angelo Lombardo dall’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa. Si trattava dell’accusa più grave mossa al nostro assistito e che aveva fondato tutto il processo: adesso è risultata, dopo un lungo e complesso dibattimento, del tutto infondata. Così come insussistente è stata ritenuta una porzione di condotta del delitto elettorale contestato in relazione alle politiche del 2008.» Riguardo alla condanna per il reato relativo alle elezioni regionali dello stesso anno, i difensori affermano di non conoscere, al momento, le ragioni alla base della decisione: «Quanto alla condanna per il reato concernente le elezioni regionali del 2008, non siamo in grado al momento di comprendere su quali motivazioni si fondi. Il materiale probatorio era, difatti, unitario per tutte le imputazioni e, a nostro avviso, attesta univocamente l’assenza di qualsiasi condotta penalmente illecita. Confidiamo che in grado di appello anche tale residuale ipotesi risulti smentita, così come è oggi avvenuto per quella principale».