5 febbraio 2026 - Aggiornato alle 01:09
×

Il giallo di Montagnareale

Triplice omicidio di Montagnareale: chi è l'amico di famiglia indagato ora sotto esame al Ris

Conclusi gli esami autoptici, le salme sono state restituite alle famiglie. L'ultimo saluto il 6 febbraio alle ore 15 a San Pier Niceto e a Patti

04 Febbraio 2026, 15:33

16:12

Il giallo dei Nebrodi, dal corpo del più giovane le prime verità: chi gli ha sparato (da vicino) è ancora vivo

Seguici su

Un amico di famiglia. Il quarto uomo, indagato per il triplice omicidio di Devis e Giuseppe Pino, di 26 e 44 anni, e Antonio Gatani, di 82 anni, è amico del figlio da molto tempo. Su di lui oggi sono stati fatti gli esami al Ris di Messina per controllo se avesse addosso polvere da sparo. Mentre le salme sono state restituite alle famiglie.

Si potrà dunque dare l'ultimo saluto alle vittime del triplice omicidio di Montagnareale: i funerali dei fratelli Pino saranno celebrati venerdì 6 febbraio, alle 15, nella piazza di San Pier Niceto, dove verrà pronunciato un discorso pubblico seguendo il rito dei testimoni di Geova, il Comune di San Pier Niceto - Comune natio dei Pino, ha proclamata il lutto cittadino. I funerali di Gatani si terranno, invece, alla concattedrale di Patti, dove l'anziano era residente sempre venerdì 6 febbraio alle 15.

Gli esami autoptici sono dunque considerati conclusi. Sabato scorso l'ordinario di medicina legale dell'universtà di Messina, Alessio Asmundo, ha eseguito l'autopsia sui tre copri assieme al collega, Giovanni Andò. Il primo corpo, quello di Devis Pino, aveva due colpi, di cui uno al petto. Per questo dagli esami è emerso che Davis è stato prima ferito e poi qualcuno gli ha inflitto il colpo di grazia. I tre corpi sono stati ritrovati a distanza di 30 metri l'uno dall'altro, tutti e tre con colpi all'addome.

Dopo le autopsie, comprate agli esami fatti sul luogo, è stato dunque chiaro alla procura di Patti, guidata da Angelo Cavallo, che sul posto ci fosse una quarta persona, che non ha dato l'allarme. A.S., sono queste le sue iniziali, di 50 anni, avrebbe detto agli inquirenti di avere accompagnato Gatani e di essere andato via, senza partecipare alla caccia.

Una versione che non ha convinto la procura di Patti che dopo gli esiti dell'autopsia ha iscritto l'uomo nel registro degli indagati. Di certo, quella mattina, del 28 gennaio scorso, è stato un passante in motocross a notare il primo cadavere e a dare l'allarme, chiamando il 112, e non chi ha sparato il colpo letale su Davis. Il 50enne, residente a Montagnareale col fratello, disoccupato, è difeso dagli avvocati Tommaso Calderone e Filippo Barbera. Ha sempre svolto lavori saltuari in campagna: sfrondava alberi e zappava la terra per privati. Non ha mai avuto un impiego stabile e non è sposato. Secondo quanto si apprende conosceva la vittima, Antonio Gatani, 82 anni, da molto tempo.

Al momento non risultano altri indagati. Si attende adesso l'esito degli esami del Ris di Messina.