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Decreto sicurezza, i paletti di Mattarella sui punti più controversi del provvedimento

Fermo preventivo e "scudo" per le forze dell'ordine: il Quirinale mette ordine. Ma c'è anche la stretta sui coltelli e l'ipotesi di blocco navale

04 Febbraio 2026, 21:08

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Decreto sicurezza, i paletti di Mattarella sui punti più controversi del provvedimento

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Il “segnale” che Giorgia Meloni intendeva inviare da settimane, e sul quale ha impresso un’accelerazione dopo le violenze di Torino, è atteso nelle prossime ore. Un decreto-legge e un disegno di legge “a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’ordine pubblico” dovrebbero approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri, non ancora convocato ma previsto nel tardo pomeriggio, confermano qualificate fonti governative.

Un margine di incertezza permane, ma per tutta la giornata — che ha visto anche un faccia a faccia tra Meloni e Matteo Salvini — i testi sono stati limati in una serie di riunioni tecniche destinate a protrarsi nella notte. Le più rilevanti sono iniziate nel pomeriggio, dopo il colloquio al Quirinale tra Sergio Mattarella e Alfredo Mantovano, durante il quale sono tornate in evidenza le perplessità del Colle su due punti: il fermo preventivo dei sospetti prima dei cortei e il cosiddetto scudo, che evita — non solo per le forze dell’ordine — l’iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa o adempimento di un dovere.

L’incontro di metà giornata tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e il capo dello Stato testimonia, sottolineano ambienti di centrodestra, che il testo predisposto non aveva ancora il via libera del Quirinale, che ha chiesto correzioni. L’interlocuzione con la presidenza della Repubblica, riferiscono fonti di governo, è stata “ottima” come sempre. Mantovano, riservandosi di riferire alla premier, ha preso atto dei rilievi formulati alla luce dell’esame delle 80 pagine di provvedimenti inviate ieri da Palazzo Chigi.

“Credo che abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato, altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, impegnato quasi tutta la giornata tra Camera e Senato per le comunicazioni sull’Ice e sugli scontri di Torino, mentre dietro le quinte proseguiva il confronto politico e istituzionale sulle bozze di decreto e ddl.

“Serve una norma — ha precisato Piantedosi — che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo”. Per prudenza, la previsione del fermo è stata espunta dalla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro, mentre è stato confermato il riferimento alle tutele penali per gli agenti. Su questi capitoli, in particolare, è puntata l’attenzione del Colle.

Il nodo principale riguarda il fermo preventivo: le 12 ore indicate nelle bozze per gli accertamenti di polizia nei confronti di soggetti sospettati di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento dei cortei sarebbero ritenute eccessive (Salvini ha provato a rilanciare a 24, se non 48, ore). È stata inoltre evidenziata l’esigenza di definire con precisione i presupposti del trattenimento. Secondo le ultime ipotesi, l’esecutivo intenderebbe mantenere il limite di 12 ore per l’accompagnamento negli uffici di polizia, senza necessità di convalida del magistrato — che verrebbe comunque informato — ma circoscrivendolo a chi abbia specifici precedenti.

Quanto allo scudo, che introdurrebbe un registro alternativo a quello degli indagati almeno per il tempo degli accertamenti preliminari, dal governo si sottolinea come la misura sia stata concepita fin dall’inizio non esclusivamente per le forze dell’ordine. In tal modo verrebbe superata una delle obiezioni del Quirinale, che ha comunque sollecitato una disciplina più puntuale. Nei due provvedimenti non dovrebbe essere inclusa, spiegano fonti dell’esecutivo, la cauzione per i cortei, proposta sulla quale insiste soprattutto la Lega.

Nel decreto dovrebbero confluire la stretta sui coltelli — pensata per arginare gli episodi di violenza giovanile — con sanzioni amministrative per chi vende armi bianche ai minori, mentre restano in bilico eventuali sanzioni a carico delle famiglie. Tra le misure urgenti figurerebbero anche le “zone rosse” attorno alle stazioni.

Il disegno di legge, che dovrà poi affrontare l’iter parlamentare, dovrebbe invece contenere il cosiddetto “blocco navale”, ossia la facoltà di interdire, da 30 giorni a 6 mesi, l’attraversamento del limite delle acque territoriali in presenza di minacce terroristiche o di una pressione migratoria eccezionale.