9 febbraio 2026 - Aggiornato alle 07:49
×

la curiosità

Sant’Agata, la santa venuta dal mare: compatrona silenziosa di Malta

Il riferimento fatto dal cardinale e segretario generale del Sinodo dei vescovi Mario Grech che celebra il solenne Pontificale

05 Febbraio 2026, 10:56

10:59

Sant’Agata, la santa venuta dal mare: compatrona silenziosa di Malta

Seguici su

Tra i nomi che hanno segnato la storia spirituale del Mediterraneo, quello di Sant’Agata occupa un posto discreto ma profondamente radicato anche a Malta, dove è venerata come compatrona dell’arcipelago. Una presenza meno nota rispetto a quella di San Paolo, ma non per questo marginale: il legame tra la martire catanese e l’isola maltese affonda le sue radici in un episodio che unisce fede, esilio e accoglienza.

A fare riferimento al legame Catania-Malta è stato il cardinale e segretario generale del Sinodo dei vescovi Mario Grech che oggi celebra il solenne Pontificale in Cattedrale. 

Secondo la tradizione, Agata trovò rifugio a Malta intorno al 249 d.C., durante le persecuzioni dell’imperatore Decio. Fuggita dalla Sicilia per sottrarsi alle violenze subite a Catania, la giovane cristiana avrebbe soggiornato nell’area di Rabat, allora Melite, trovando protezione nella comunità locale. Proprio qui, nelle catacombe di Sant’Agata, uno dei più antichi complessi cristiani dell’isola, la devozione alla santa ha preso forma e si è tramandata nei secoli.

Il culto maltese di Sant’Agata è strettamente legato al suo ruolo di protettrice e interceditrice, soprattutto nei momenti di pericolo. La tradizione racconta che nel Medioevo la santa fu invocata contro calamità naturali e minacce esterne, e che la sua protezione fosse considerata decisiva per la salvezza dell’isola. Non è un caso che il suo nome sia associato a episodi di resistenza e rinascita, valori profondamente radicati nell’identità maltese.

Oggi Sant’Agata è celebrata il 5 febbraio, con funzioni religiose e commemorazioni che si concentrano soprattutto a Rabat, dove la sua figura continua a essere sentita come parte integrante della storia locale. Le catacombe a lei dedicate non sono solo un sito archeologico di grande importanza, ma anche un luogo di memoria viva, in cui fede, storia e cultura si intrecciano.

Compatrona di Malta, Sant’Agata rappresenta il ponte spirituale tra Sicilia e arcipelago maltese, un legame antico che attraversa il mare e il tempo. La sua storia parla di persecuzione e di accoglienza, di dolore e di resistenza: temi universali che spiegano perché, ancora oggi, la sua presenza sia percepita come attuale e necessaria. In un’isola segnata da continui incontri tra popoli e culture, Sant’Agata resta una figura silenziosa ma potente, custode di una fede che nasce dal viaggio e dalla speranza.