15 febbraio 2026 - Aggiornato alle 15:53
×

la protesta

Emergenza acqua: autobotti ferme e cittadini a secco. È una bomba a orologeria

Solo due consegne al giorno: "Così non copriamo nemmeno i costi"

05 Febbraio 2026, 11:12

autobotte

Seguici su

Una bomba ad orologeria che rischia di esplodere da un momento all’altro. L’innesco è stato causato dal fermo deciso ieri mattina degli autobottisti della città, in tutto 26 mezzi e 16 ditte legalmente riconosciute da Aica, che operano ormai sul territorio. Dall’altra parte i cittadini che chiedono di essere riforniti di acqua e non riescono a trovare nessuno che possa effettuare il servizio. Le autobotti ieri, sono state fermate dai titolari per protesta.

Aica, che da martedì non permette più prelievi di acqua da pozzi non autorizzati, ha messo a disposizione per rifornire i loro mezzi il serbatoio che si trova nei pressi del Santuario di Padre Gioacchino La Lomia. Ma in quel luogo i tempi per riempire i camion sono abbastanza lunghi. Tradotti in numeri gli autobottisti non possono effettuare più di due consegne al giorno a fronte di decine di chiamate.

«Ci siamo fermati - dicono gli autobottisti - perché abbiamo un solo bocchettone di carico che ci fornisce circa 700 litri di acqua al minuto. Con questo quantitativo non riusciamo a soddisfare le richieste dei cittadini. Altro problema è quello del bacino di utenza molto ampio. Tante persone non hanno allaccio, altre rimangono senza acqua perché i turni sono ab lunghi. Gente che in questo modo non possiamo soddisfare. Inoltre, riducendo la nostra attività a due consegne giornaliere, non riusciamo nemmeno a coprire i costi del servizio. In queste condizioni non possiamo lavorare. Servono più bocchettoni di carico. Una soluzione che ci è stata prospettata è quella di riempire i mezzi a Castrofilippo, ma si tratterebbe di un ulteriore aggravio di spese per noi e per i cittadini. Oggi Aica per chi non ha un allaccio chiede 75 euro per un trasporto di acqua potabile da 10mila litri. Ma i problemi non finiscono qui. Infatti Aica pretende da noi il pagamento dell’acqua che viene scaricata in utenze censite ed in regola se i titolari non versano la quota che gli viene successivamente addebitata in bolletta. Addirittura, per non rimetterci di tasca siamo costretti ad andare dai cittadini e chiedere se hanno pagato».