la tradizione
Dal rosa al bianco, il linguaggio dei fiori nella festa di Sant’Agata: il garofano narratore silenzioso
Il colore scandisce i giorni della celebrazione con un codice cromatico preciso
Ogni anno, nei primi giorni di febbraio, Catania si trasforma in un palcoscenico di fede, storia e simboli. Tra i momenti più suggestivi della Festa di Sant'Agata, che culmina il 5 febbraio nella ricorrenza liturgica della Patrona, c’è un dettaglio cui molti partecipanti, anche esperti, spesso non prestano immediata attenzione: il colore dei fiori che decorano il fercolo della santa.
Il garofano, fiore scelto con cura dai fioristi catanesi, non è un semplice ornamento: accompagna la processione come un narratore silenzioso che scandisce i giorni della celebrazione con un codice cromatico preciso.
Nel Giro Esterno del 4 febbraio, quando il fercolo lascia la Cattedrale per attraversare la città, il carro argentato è adornato di garofani rosa o rossi. Questo colore intenso evoca il sangue versato, la passione e il martirio di Sant'Agata, e invita i devoti a ricordare la sofferenza fisica e spirituale che la giovane martire affrontò per la sua fede. Il rosso, simbolo universale di sacrificio, diventa così una forma visiva di memoria collettiva.
Poi, con il Giro Interno del 5 febbraio, quando la processione compie il suo percorso più intimo e spirituale, il colore cambia. I garofani diventano bianchi, un segno forte di purezza, innocenza e consacrazione. Il bianco è il colore tradizionale della santità e richiama all'idea di vittoria spirituale dopo il martirio: la luce che segue l'oscurità della sofferenza.
Non è solo una scelta cromatica casuale: i colori servono a narrare in forma visiva la vita liturgica della festa, leggendo negli addobbi floreali un simbolismo che rafforza la partecipazione emotiva della comunità. I fioristi locali dedicano giorni alla preparazione di queste composizioni, sapendo che ogni petalo non è semplice decorazione, ma parte di un linguaggio che collega il presente alla storia di una martire del III secolo.
Al di là del significato religioso, la tradizione dei fiori racconta anche una storia di comunità: di mani artigiane che lavorano insieme, di generazioni che trasmettono tecniche, colori e significati, e di fedeli che ogni anno, tra sacco bianco e canti di devozione, riscoprono attraverso i garofani un legame che va oltre l'estetica.
Così, in quei giorni di febbraio, il colore non è un abbellimento ma un racconto. Dal rosso del martirio al bianco della purezza, i garofani di Sant'Agata parlano un linguaggio antico — fatto di fede, memoria e identità — che continua a fiorire nel cuore di Catania ogni anno.