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il caso

Turismo fra trasferte e affidamenti, la Ragioneria: «Ora basta»

Missioni a New York e Milano con affidamento della promozione a due società per 45mila euro C’è il visto contabile ma anche la censura di una «prassi strutturale». L’assessore Anello: «Tutto regolare»

05 Febbraio 2026, 12:22

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Turismo fra trasferte e affidamenti, la Ragioneria: «Ora basta»

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Mentre una delegazione dell’assessorato comunale al Turismo prepara le valigie per le grandi vetrine internazionali, da New York (dal 26 al 30 gennaio) alla Bit di Milano (tra qualche giorno) negli uffici della Ragioneria generale il clima appare diverso. Da qualche tempo i funzionari hanno iniziato ad accompagnare i visti di copertura finanziaria con annotazioni formali sempre più pesanti. Sono precisazioni scritte per circoscrivere le responsabilità ed evitare che l’organo contabile venga coinvolto in future contestazioni di natura erariale.

Come nelle recenti missioni turistiche del 2026, la partecipazione alla Bit e la missione “Road to True” a New York, due proposte finanziate con un prelievo del fondo di riserva di 45mila euro avvenuto con la delibera di giunta del 19 gennaio 2026, stesso giorno dell’atto di indirizzo dell’assessorato. Le due determine di affidamento dei servizi di promozione turistica sono del 21 gennaio.

La Ragioneria ha inserito un rilievo circostanziato: l’atto «si inserisce in una prassi strutturale di affidamenti diretti che appare preordinata a sottrarre l’azione amministrativa al doveroso principio della programmazione». E ancora: «Si ritiene, altresì, doveroso segnalare che il presente provvedimento di impegno di spesa con contestuale affidamento diretto si colloca all’interno di un contesto più ampio, caratterizzato da analoghi e svariati affidamenti diretti, che priva l’Ente del beneficio dei ribassi d’asta derivanti dal confronto competitivo».

La Ragioneria mette nero su bianco anche che il dirigente, firmando l’atto, si assume la responsabilità non solo della spesa, ma della legittimità dell’intero percorso procedurale: «Si prende atto che l’attestazione di legittimità della spesa, promanante dal Dirigente proponente, si estende altresì: [...] Alla possibilità di acquisire una proposta progettuale contribuendo a finanziare e sostenere progetti e/o iniziative culturali di terzi (associazioni, fondazioni, scuole, ecc.) in assenza di uno specifico regolamento». Regolamento che, scrivono, è approvato solo in schema e dalla giunta comunale. La Ragioneria ha alzato un muro a propria tutela, dichiarando l’«assoluta estraneità rispetto a qualsivoglia valutazione inerente alla regolarità amministrativa e alla legittimità intrinseca dell’atto». In pratica, i tecnici dicono: i soldi ci sono, ma la regolarità del percorso scelto resta tutta in capo a chi lo ha firmato. Il linguaggio della Ragioneria si era già fatto critico nel 2025. Per diversi eventi culturali la funzionaria segnalava un «modus operandi che suscita significative perplessità» circa la conformità ai principi di trasparenza e corretta gestione. E anche in quel caso veniva evidenziata l’assenza di un regolamento specifico per finanziare progetti di terzi. Questo aveva portato lo scorso dicembre, i consiglieri di opposizione a depositare un esposto alla procura e alla Corte dei conti.

L’assessore comunale al Turismo, Alessandro Anello, sulla faccenda risponde: «È tutto regolare», di fatto il visto contabile favorevole c’è.