l'arresto
Droga nella carne per il detenuto: l’astuto piano fallisce nel carcere di Agrigento
Scattano le manette per una donna. Il SAPPE lancia l'allarme
Non si ferma l’offensiva contro i traffici illeciti nel carcere di Agrigento. La Polizia Penitenziaria ha messo a segno un nuovo e importante sequestro, stroncando il tentativo di introdurre un ingente quantitativo di droga durante i colloqui.
Lo stratagemma della carne
A tradire una donna, convivente di un recluso, è stata l'eccessiva creatività nel confezionamento di alcuni generi alimentari. La vista di alcuni pezzi di carne destinati al compagno ha insospettito gli agenti: un controllo più approfondito ha rivelato che la droga era stata abilmente occultata proprio all'interno del cibo.
L’operazione non si è fermata tra le mura dell’istituto. Le perquisizioni, estese immediatamente alla persona, alla sua auto e all'abitazione, hanno portato alla luce un vero e proprio "tesoro" illegale: altro stupefacente, una pistola giocattolo modificata (potenzialmente offensiva) e una collezione di monete antiche di dubbia provenienza. Per la donna sono scattate le manette e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stata posta ai domiciliari.
Carcere sotto assedio: i precedenti
Si tratta del secondo episodio in pochi giorni. Recentemente, gli agenti del magazzino avevano intercettato della droga nascosta nella suola di una scarpa contenuta in un pacco postale. «Il personale opera con professionalità nonostante la cronica carenza di organico», ha sottolineato Calogero Navarra (SAPPE Sicilia).
Il segretario generale del sindacato, Donato Capece, nel lodare la prontezza operativa degli agenti, ha lanciato l'ennesimo grido d'allarme: «Servono più uomini e tecnologie moderne per contrastare un fenomeno sempre più pericoloso». Un plauso corale va alle donne e agli uomini della Penitenziaria che, tra mille difficoltà, continuano a garantire la sicurezza della collettività.