Maltempo e danni
Dopo il ciclone Harry, sopralluoghi sul litorale jonico: danni stimati intorno ai 40 milioni
Ispezioni nella zona sud per censire il dissesto di lidi, attività e infrastrutture, domande di ristoro su Irfis dal 17 febbraio
Prosegue la conta dei danni causati dal ciclone Harry. Ieri mattina è stata avviata l’attività di ispezione e verifica nell’area sud della città. Si tratta della zona del capoluogo maggiormente colpita dagli eccezionali eventi meteorologici che tra il 19 e il 21 gennaio hanno flagellato la costa ionica siciliana.
La violenza delle onde ha distrutto attività balneari, ristoranti, lidi e messo sotto scacco anche strutture e sottoservizi. I rappresentanti del dipartimento regionale della Protezione civile e i tecnici del Genio civile sono stati accompagnati sui posti dall’assessore alla comunale alla Protezione civile, Massimiliano Minutoli, e dall’assessore al Decentramento amministrativo Nino Carreri. «Abbiamo potuto appurare che reazione hanno avuto le barriere poste a protezione del litorale jonico, da Giampilieri sino a Mili Moleti – spiega Minutoli- renderci conto di quale resistenza c’è stata da parte di quelle esistenti e abbiamo potuto verificare anche i danni alle abitazioni, alle attività produttive, a quelle commerciali e balneari».
I due rappresentanti della giunta di Federico Basile hanno avviato le ispezioni partendo dalle segnalazioni presentate dai cittadini e dagli operatori economici tramite i canali della Protezione civile. Sopralluoghi che segnano l’inizio ufficiale della fase di ricognizione e censimento delle aree danneggiate per verificare gli effetti prodotti dal ciclone Harry e procedere alla conseguente valutazione degli interventi necessari per il ripristino delle condizioni di sicurezza e della piena operatività delle attività economiche e dei servizi sul territorio. L’attività di ieri, come spiega l’ingegnere del Genio civile, Giovanna Crinciari «serve per avere contezza di quanto segnalato dal Comune alla Protezione civile e alla Regione perché sembra che lo Stato darà un contributo. La stima attuale è di circa di 40 milioni». «Attendiamo di raccogliere ulteriori informazioni per quantificare la somma precisa – conclude Minutoli - Una somma che originariamente, conteggiando i danni subiti da Amam alle strutture e alle infrastrutture, si aggirava sui 25 milioni di euro. Ma è in fase di aggiornamento perché abbiamo ricevuto altre segnalazioni di cui nell’immediato non avevamo avuto contezza. Nei prossimi giorni comprenderemo anche se la Regione darà anche dei ristori ai privati. Al momento l’unica piattaforma per inviare le richieste di ristori è quella dell’Irfis. Si potranno inserire le domande dal 17 febbraio».