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L'allarme

O i farmaci o il pane, cure vietate per i poveri: "povertà sanitaria" in crescita a Palermo

Nel 2025 il Banco farmaceutico ha raccolto e consegnato medicine per il valore di 107mila euro destinate a circa 10mila persone. Ma viene soddisfatta la metà della richiesta. In tanti, poi, smettono di curarsi

06 Febbraio 2026, 06:15

O i farmaci o il pane, cure vietate per i poveri: "povertà sanitaria" in crescita a Palermo

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C’è chi rinuncia alle cure. Chi rimanda, spezza le terapie, compra “a metà”. È questa la povertà sanitaria, che cresce ogni giorno ed è silenziosa, invisibile. Non si parla di terapie complesse, ma di farmaci comuni, quelli che in teoria dovrebbero essere alla portata di tutti. Un antipiretico per abbassare la febbre, un antinfiammatorio, uno sciroppo per la tosse, ma sempre più famiglie non riescono più a curarsi, gli anziani si abbandonano al loro destino.

I numeri dell’ultima raccolta del Banco farmaceutico fotografano lo scarto tra domanda e risposta. Nel 2025, a Palermo, sono stati raccolti 12 mila prodotti per 107mila euro, circa il 50 per cento della richiesta.

Lo scorso anno sono state assistite 10 mila persone, anche qui la metà del bisogno segnalato. Sono allarmanti i dati per il 2026 appena iniziato, la richiesta ha già superato i 30mila prodotti, e alcuni centri partiti per seguire cento persone si sono ritrovati ad assisterne cinquecento.

Dentro questi dati c’è una storia che racconta più di qualsiasi grafico. È quella di Fabrizio La Barbera, da anni impegnato nel sociale con la sua associazione Cuore Colorato tra il quartiere Oreto e la Guadagna. Prima di entrare nel circuito del Banco, l’associazione comprava i farmaci di tasca propria per le famiglie. E soprattutto vedeva anziani soli costretti a scegliere, “o il gastroprotettore o il pane”. Una frase che taglia netto, perché non parla di sprechi, parla di sopravvivenza.

Da quando la collaborazione è partita, lo scorso anno, il raggio d’azione si è allargato e la rete è diventata più stabile. «Tutto è iniziato con due farmacie – racconta – poi, grazie alla fiducia conquistata sul campo, quest’anno le farmacie assegnate sono diventate quattro».

Tradotto, più farmaci di base disponibili e meno soldi sottratti al sostegno alimentare e alle altre emergenze. Non viene distribuita qualunque cosa, «passano soprattutto generici e prodotti da banco – spiega il volontario – quelli senza ricetta. Gastroprotettori, pomate, gocce per le orecchie. Presidi per pazienti allettati, schiume e pannoloni. Restano fuori molti farmaci con obbligo di prescrizione, e proprio qui si misura quanto serva allargare il modello e rafforzare la presa in carico pubblica».

Nel frattempo, nel suo territorio, l’incrocio tra Banco alimentare e Banco farmaceutico permette oggi di aiutare circa 335 famiglie, in un’area dove l’indigenza viene stimata altissima. «Il Banco è speranza e comunità e Giacomo Rondello, il referente provinciale, è un “sindaco di solidarietà” per me, per il supporto costante alle associazioni», L’appello ai cittadini torna in vista della Giornata di raccolta del farmaco, dal 10 al 16 febbraio. Gli enti assistenziali aderenti sono 37, le farmacie partecipanti salgono a 114. Il gesto richiesto è piccolo, ma concreto, entrare in farmacia, chiedere cosa serve, aggiungere un prodotto alla propria spesa. Per qualcuno, quella confezione è la differenza tra curarsi e il dover rinunciare.