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i danni del ciclone

Necessari 750mila euro riattivare il primo bacino portuale

Sopralluogo tecnico a Riposto con i tecnici della Regione e del Genio civile finalizzato alla programmazione degli interventi necessari

06 Febbraio 2026, 08:00

Necessari 750mila euro riattivare il primo bacino portuale

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La riattivazione del primo bacino di Riposto, per lunghi anni dolente incompiuta nel cuore del centro storico, rappresenta un obiettivo strategico non solo per il comparto della pesca, cuore pulsante dell’economia locale, ma anche in un’ottica di potenziamento turistico e infrastrutturale del “Porto dell’Etna”.

I danni del ciclone Harry hanno inferto un duro colpo al molo foraneo, rendendolo parzialmente agibile. Oltre cento pescherecci della costa jonica rischiano di rimanere senza un approdo sicuro e, di conseguenza, di vedere paralizzata la propria attività produttiva. Da qui la corsa contro il tempo per assicurare alla marineria jonica una adeguata risposta che potrebbe arrivare dall’attivazione, in via transitoria, del primo bacino. Ieri, alla presenza del sindaco Davide Vasta, si è svolto un decisivo sopralluogo tecnico all’interno dell’area portuale, finalizzato alla programmazione degli interventi necessari per la sua piena riattivazione. La ricognizione ha visto la partecipazione di una delegazione di alto profilo composta da funzionari e dirigenti del Dipartimento Pesca, Genio civile e Dipartimento Infrastrutture della Regione Siciliana. Il sopralluogo, seguito poi da un tavolo tecnico in municipio, è servito a definire il quadro economico e tecnico (la stima delle somme occorrenti) per rendere nuovamente operativo il primo bacino.

Al centro del progetto, così come concordato dai tecnici, vi è il rifacimento ex novo dei servizi primari, ormai indispensabili per la regolarità delle attività portuali del primo bacino. Secondo le prime stime tecniche, è stata preventivata una spesa complessiva di circa 750mila euro. La richiesta di finanziamento che sarà girata alla cabina di regia della Regione, è destinata prioritariamente al ripristino dell’impianto elettrico: per garantire illuminazione e potenza in particolare alla banchina (circa 400 mq) e i due bracci del primo molo; adeguamento dell’impianto idrico. Non meno importante anche la messa a norma del sistema antincendio, attraverso la collocazione di impianti mobili a servizio dell’area portuale. Frattanto, come ha confermato il dirigente del Servizio 6 Infrastrutture marittime e portuali (Dipartimento Infrastrutture della Regione), arch. Alberto Vecchio, la prossima settimana prenderanno il via le operazioni per lo spostamento di quattro pontili galleggianti e 36 finger da lungo tempo giacenti nell’area perimetrale esterna del primo bacino portuale ripostese, in totale stato di degrado. I manufatti saranno prelevati e trasferiti con trasporto eccezionale all’interno di un’area individuata dal Comune.