il caso
Gaetano Galvagno, il ciclone Harry e quelle “strane” presenze all'incontro di Paternò
All'assemblea per i danni del maltempo c’erano un condannato per mafia riabilitato e il fratello incensurato di un boss
Paternò, capitale del tarocco, è diventata palcoscenico per denunciare i danni che il ciclone Harry ha causato alle colture agrumicole. A Sferro si sono dati appuntamento agricoltori e rappresentanti sindacali per confrontarsi su come reagire alle perdite. Un incontro che ha attirato l’attenzione dei media. A un certo punto la telecamera di una tv locale ha indugiato su un terzetto. Da sinistra Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars, Carmelo Frisenna, portavoce degli agrumicoltori in ginocchio, ed Enzo Rapisarda, imprenditore di trasporti.
Frisenna è stato assessore ai servizi sociali di Paternò. Fu arrestato, nel 2008, nell’operazione “Padrini” per associazione mafiosa. E fu condannato a cinque anni di carcere che ha già scontato. Il Tribunale di Sorveglianza lo ha anche riabilitato. Due anni fa il suo nome finì al centro delle polemiche per una collaborazione con l’europarlamentare Giuseppe Milazzo. Enzo Rapisarda è invece il fratello (incensurato e non sfiorato da inchieste da quanto risulta da fonti aperte) di Turi Rapisarda, il capo indiscusso del clan referente dei Laudani a Paternò, in carcere da diversi anni per mafia e omicidio.
Le “strane” presenze alla riunione agrumicola di domenica scorsa non sono passate inosservate ai più attenti osservatori. Considerando che il consiglio comunale di Paternò è stato recentemente sciolto per infiltrazioni mafiose, la “singolare” triangolazione ha destato non poche perplessità. Anche di opportunità politica.
Al rendez-vous a Sferro hanno partecipato decine di agricoltori, imprenditori e rappresentanti di associazioni di categoria. Ma a rilasciare interviste è Frisenna, che diventa la “voce” dei danneggiati del ciclone. Eppure l’ex assessore non risulta titolare formale di un'azienda agrumicola. Dalla visura storica della società Uniterra Sicilia (Arancia Loretta) non compare nella compagine aziendale. «Sono un impiegato della ditta», spiega Carmelo Frisenna. «Ma quale è il problema? Lavoro da anni nel settore agrumicolo. Non capisco perché si deve ancora rivangare il mio passato. Io sono stato riabilitato: la mafia mi fa schifo e sono pronto a denunciare. Io sono una persona perbene».
Sapeva che avrebbe partecipato Galvagno? «Non sono stato io a invitare il presidente dell’Ars - risponde Frisenna - la sua presenza è stata sicuramente apprezzata perché si è fatto portavoce di problemi concreti». E Rapisarda che era sempre al suo fianco? Cosa ci faceva un autotrasportatore a un incontro di agricoltori? «Forse ha saputo della riunione e ha partecipato perché i danni alle colture hanno di riflesso delle conseguenze anche per loro. Sul fatto che si è messo accanto a me non era certamente programmato: non posso controllare le posizioni delle altre persone».
Si dice che lei si voglia candidare?
«Smentisco questa ipotesi. Io voglio stare lontano dalla politica, voglio solo lavorare e vivere in pace con la mia famiglia», risponde. L’avvocato di Frisenna, Ferdinando Lo Presti aggiunge: «Carmelo Frisenna ha ottenuto la riabilitazione da parte del Tribunale di Sorveglianza: vuol dire che può svolgere qualsiasi attività e che il suo certificato penale è assolutamente "pulito". Tecnicamente compare "nullo". Nel casellario giudiziale non sono più indicate le precedenti condanne, che potrebbero comparire solo in presenza del compimento di altri reati. La riabilitazione è il risultato di un lungo iter, frutto di relazioni positive delle forze dell'ordine. Viene riconosciuto in pochi casi in Italia. Questo è un dato che va ricordato: Frisenna non può essere marchiato a vita».
Il presidente dell’Ars Galvagno, che sta affrontando l’inchiesta per corruzione a Palermo, ha così replicato: «Sono stato invitato da diversi agricoltori della provincia di Catania a Sferro. Non so sempre preventivamente chi possa essere presente alle riunioni a cui vengo invitato, so solo che ci sono diverse decine di imprenditori agricoli in ginocchio a causa del ciclone Harry e pertanto ho ritenuto di andare lì, alla presenza anche di alcune sigle sindacali, così come sono andato in ogni parte della Sicilia e di confrontarmi con qualsiasi categoria che oggi si trovi in grandi difficoltà».