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emergenza criminalità

L’ombra della mafia sulle intimidazioni a Siracusa, indagini trasferite alla Dda

Gli inquirenti vogliono verificare se il racket delle estorsioni sia tornato al centro dell’interesse dei clan malavitosi

06 Febbraio 2026, 12:08

L’ombra della mafia sulle intimidazioni a Siracusa, indagini trasferite alla Dda

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Sarà la Procura distrettuale antimafia a coordinare le indagini relative ai danneggiamenti con le bombe carta e con il fuoco di alcuni esercizi commerciali nel capoluogo e ad Avola.

La competenza passa a Catania alla luce del fatto che sembra prendere corpo l'idea che dietro i gesti intimidatori ci possa essere la firma della criminalità organizzata.

Anche le associazioni antiracket, nel commentare quanto accaduto da dicembre fino ad oggi, hanno ipotizzato che l'escalation degli attentati possa essere riconducibile al fatto che siano stati scarcerati nei mesi scorsi alcuni componenti di storici clan che operano in città e nella provincia.

Si tratterebbe di elementi che avevano una certa dimestichezza con l'approccio alla richiesta del pagamento del pizzo, che potrebbero avere ripreso in mano la situazione.

Gli inquirenti vorranno verificare se il racket delle estorsioni possa essere tornato al centro dell'interesse dei clan malavitosi, che con gli attentati ai danni di due bar e del caseificio nel capoluogo, e della bomba fatta esplodere davanti a un negozio di elettrodomestici ad Avola, potrebbero avere dato un segnale sul ritorno a vecchie pratiche ma sempre attuali e lucrative.

Anche il presidente facente funzioni della Corte d'Appello di Catania, Giovanni Di Pietro, nell'illustrare la relazione annuale, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha rimarcato che “i clan Bottaro-Attanasio, Santa Panagia e della Borgata, pur pesantemente colpiti da operazioni succedutesi nel tempo (Aretusa, Bronx, Tonnara, Via Italia) che hanno portato a numerosi arresti, appaiono in ripresa per effetto della scarcerazione di alcuni esponenti mafiosi”.